La ricetta nel barattolo: biscotti al cioccolato. E uno stampino a forma di pupazzo di neve

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Un regalo inaspettato: un bel barattolo di vetro, di quelli dove di solito si mettono le conserve, sottovuoto. Questa volta, però, dentro c’è una stratificazione di colori: bianco, beige, un cioccolato intenso. Legati al coperchio con un nastro rosso ecco dei foglietti con una ricetta e uno stampino a forma di pupazzo di neve. Ops…Ma è tutto quello che occorre per fare i biscotti!
Scopriamo cosa c’è dentro:

INGREDIENTI

300 gr di farina
130 gr di zucchero di canna
110 gr di noci, nocciole e mandorle tritate
100 gr di cioccolato fondente

Il barattolo se ne resta chiuso in un armadio. E’ lì, chiede un pomeriggio libero, un’occasione per venire fuori, e realizzare quello che promette. Finché il momento arriva. Una domenica pomeriggio, piove.
“Cosa facciamo mamma? Mi annoio”
“Hai fatto i compiti?”
“Finiti”
“Sicuro?”
“Sì”
“Ho un’idea. Facciamo i biscotti”.
“Quelli del barattolo? Siiii!!!”

Gli ingredienti freschi da aggiungere sono pochi: un panetto di burro da 250g (meglio però usarne un po’ meno o mischiare con margarina vegetale) e due uova

“Adesso mettiamo tutto nella planetaria e mescoliamo”
“Bello, dai. Mamma, sembra facile”
“Eh, sì, ma questo è solo l’impasto”.
“Perché, dopo cosa dobbiamo fare?”
“Lo facciamo riposare per mezz’ora in frigo. Poi dobbiamo stenderlo e ritagliarlo con lo stampino”.
“E intanto che aspettiamo?”
“Leggiamo qualcosa insieme”
E’ “Il giornalino di Gian Burrasca”. Lui legge, io ascolto. Mentre al povero Giannino ne succedono di tutti i colori, finché suo padre decide di mandarlo in collegio, l’impasto si rapprende e arriva il momento fatidico.
Incominciamo a ritagliare: “Non è facile mamma, le braccia si spezzano”.
“Dai, non fa niente, riproviamo”. Reimpastiamo, stendiamo di nuovo, questa volta l’impasto è un po’ più spesso, così le braccia non si rompono.
“Sono proprio belli”.
Una teglia si riempie, poi due. Ne abbiamo ancora un bel po’. Cuociamo i primi. Quindici minuti in forno a 180°, intanto tagliamo gli altri. Poi via col secondo turno.
Alla fine è ora di fare merenda: ma prima di mangiarli li facciamo raffreddare un po’. C’è ancora Gian Burrasca da leggere.
“Meglio i biscotti della sua minestra del collegio, vero mamma?”
“Proprio vero”.

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