I Neri per casa: una vera band, nata a Lizzola, in alta Val Seriana, e composta da profughi africani. Un incrocio unico di storie e culture (anche musicali) ha dunque trovato una modalità di espressione, anche grazie all’intuizione degli operatori della Ruah, che gestiscono la struttura che ospita i richiedenti-asilo. “Il nome del gruppo? E’ nato in maniera scherzosa tra noi operatori, prima avevamo ipotizzato di chiamarlo “Bobby & friends” (dal nome di uno dei ragazzi, un cantante molto bravo), ma poi ci siamo accorti che il gruppo si sarebbe accentrato troppo su uno solo di loro, mentre noi volevamo coinvolgere tutti -ha spiegato Andrea Persico, musicista e coordinatore del progetto musicale – non potevamo però utilizzare il nome dei “Neri per caso”, quindi abbiamo optato per una sua variante, che oltretutto ha anche dei messaggi non secondari: un gruppo di ragazzi neri che si ritrova in casa, in un ambiente accogliente. Il progetto è iniziato con l’obiettivo di stimolare la curiosità dei ragazzi, renderli attivi e partecipi: la musica ha sempre effetti benefici sugli esseri umani e quindi siamo riusciti a coinvolgerli. Una volta a settimana, per due mesi, ci ritrovavamo per provare, suonando e cantando brani di Bob Marley, sia perché conosciuta da tutti, sia per la facilità di leggere testi in lingua inglese (i profughi vengono dalla Nigeria e dalla Costa d’Avorio) e anche per i messaggi di redenzione, di pace, di unione e di condivisione contenuti nei testi dell’artista giamaicano. All’inizio, quando abbiamo iniziato il percorso, erano un po’ tristi o giù di morale, anche perché stanno vivendo una situazione non facile, ma quando iniziavamo a suonare vedevi la gioia sui loro volti, con applausi al termine di ogni brano: è il potere che ha la musica, alla fine uscivano allegri e quasi non riuscivano più a smettere di suonare. Abbiamo quindi fatto delle prove, coordinando le capacità canore e ritmiche di ciascuno, fino al concerto alla festa di Valbondione”.

Un’occasione particolare, quest’ultima: una festa locale bergamasca ha infatti visto il debutto sul palco dei “Neri per casa”. “Molti di loro erano emozionati, magari non essendo abituati ad esibirsi in pubblico: ci tenevo, però, che ciascuno di quelli che cantavano preparasse da solo 1-2 brani, per avere il proprio momento di gloria. Durante il concerto siamo dunque riusciti a trasmettere allegria e gioia, la gente ci ha ascoltati seguendo il ritmo con le mani e alla fine ci ha chiesto se suonavamo ancora- ha aggiunto lo stesso Persico- è stata una bella soddisfazione, soprattutto per i ragazzi, che erano davvero felici. E nel gruppo ho notato, tra gli altri, due ragazzi particolarmente dotati: Bobby, per l’appunto, e Dante, che sa suonare il piano davvero benissimo. Ricordo che quando gli ho portato la tastiera per la prima volta, gli si erano illuminati gli occhi. Ora speriamo di poter replicare lo stesso percorso in altre strutture, le basi ci sono tutte”.

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