Anche i batteri fanno condivisione. La famiglia “plasma” il nostro sistema immunitario

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Quando qualcuno in famiglia ha un acciacco di salute, il resto di casa tende a trattarlo come un appestato. Mancano solo i campanellini “monatto style” per avvisare quando ci si sposta da una stanza all’altra. Bisognerebbe invece ribaltare la prospettiva e pensare che anche i batteri fanno condivisione e la scienza ci viene in soccorso. Una ricerca dell’università di Lovanio dimostra, dati alla mano, che il sistema immunitario delle coppie si rivela notevolmente simile. Nella normalità, il sistema immunitario di uomini e donne è molto diverso, e, in età adulta, solo il 25% delle variazioni di questo sistema sono determinate dai geni. Questo perché è l’ambiente in cui viviamo, la nostra dieta, il nostro stile di vita e, naturalmente, le malattie che abbiamo avuto, a modificare il tipo e il numero di cellule nel nostro corpo formando in modo insostituibile il sistema immunitario, come l’impronta digitale unica della nostra vita.
Non è ancora chiaro come l’epigenetica, ovvero i fattori esterni, influiscano e contrassegnino il sistema immunitario di ciascuno attraverso microcambiamenti e il team di Adrian Liston dell’Università di Lovanio ha cercato di capirne di più. Gli scienziati hanno osservato 700 sistemi immunitari attraverso il sangue, seguendo 150 di queste persone per sei mesi per osservare come reagivano e si adattavano al loro ambiente. Le conclusioni, pubblicate in Nature Immunology, rivelano una scoperta sorprendente: la composizione cellulare del sistema immunitario umano è caratterizzata dall’età e dalla convivenza. Detto in altri termini, come si legge nell’abstract della ricerca, la maggiore influenza sulla variazione immunologica identificata è data dalla coabitazione “con il 50% in meno di variazione immunologica tra individui che condividono un ambiente (come i genitori) rispetto nella popolazione più ampia”. Risultati questi che identificano le condizioni ambientali locali come un fattore chiave nel plasmare il sistema immunitario umano: un ambiente condiviso agisce in qualche modo nel portare i profili immunitari verso un equilibrio convergente. Ci sono molti meccanismi biologici plausibili per spiegarlo, dicono gli autori dello studio, ma è significativo che la convergenza sia ancora più forte quando la coppia è di genitori. In questo caso il bambino agisce come una sorta di “vettore condiviso”.
Immaginiamo quanto possa essere moltiplicato esponenzialmente il fattore vettoriale quando i bambini sono più di uno. Un ambiente condiviso (nel cui concetto, dicono i ricercatori, rientra presumibilmente anche lo stato socio – economico) porterà anche comportamenti condivisi “un processo chiamato sponsale concordanza”. Sposarsi vuol dire condividere molte cose, in meglio o in peggio: pasti, alcol, malattie, attività sportive e inquinamento. Vivere insieme, ed essere molto a contatto, fa sì che anche l’insieme di batteri che proliferano sul nostro corpo abbiano la possibilità di interagire tra di loro in maniera molto più marcata, contribuendo a unificare il nostro microbioma. Basti pensare che un bacio di dieci secondi permette di condividere qualcosa come 80 milioni di batteri di 300 specie diverse. La ricerca quindi ci fornisce un motivo scientificamente fondato per dire alla persona amata quanto siamo felici di avere tante cose in comune. Da oggi, due coniugi che hanno il raffreddore nello stesso momento daranno segno tangibile di molto amore. Cominciate a preoccuparvi se invece voi vi ammalate sempre e il vostro partner mai.

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