Petaloso, la parola inventata che fa impazzire Twitter. Così da un errore nasce qualcosa di nuovo

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Oggi è una giornata davvero petalosa, e non solo perché nell’aria si sente già un vago profumo di primavera. #Petaloso – mentre vi scrivo è primo tra i trend-topic di Twitter, protagonista di oltre 15 mila tweet. La storia eccola in due righe per chi non la sa: Matteo, un bambino di otto anni di Copparo, in provincia di Ferrara, ha usato questo aggettivo in un tema per descrivere un fiore “pieno di petali”. La maestra Margherita Aurora glielo ha segnato in rosso come errore, ma gli ha anche scritto che il suo era un errore “bello”. Ha deciso di sottoporre la parola nuova al parere dell’Accademia della Crusca, che da sempre è “custode” della lingua italiana. Ha spiegato ai bambini come funziona, gliel’ha fatto studiare, hanno scritto una lettera, l’hanno mandata. La risposta circola da ieri sui social network ed è da manuale: «La tua parola è bella e chiara, ma sai come fa una parola a entrare nel vocabolario? Deve essere utilizzata e capita da tanti». A giudicare da quanto è piaciuta al popolo della rete, “petaloso” ce la farà, un giorno ne leggeremo la definizione tra “petalo” e “petardo”. Questa storia ci piace al di là della parola (che può piacere oppure no). Non soltanto perché mostra come giustamente ha “cinguettato” su Twitter il ministro Stefania Giannini che «La lingua è creatività e luogo di libertà». Ci emoziona perché parla di una maestra che sa ascoltare, accogliere e comprendere la bellezza che c’è dentro un gesto semplice, istintivo e formalmente “sbagliato” di un allievo. Perché parla, insomma, di una persona capace di allenare la fantasia. Un muscolo nascosto dentro ognuno di noi, ma spesso atrofizzato dalla mancanza d’uso. Per di più riesce a farlo a partire da un particolare, qualcosa che stando alle regole dovrebbe essere “scartato”. Ci auguriamo che ce ne siano tante di maestre così. E a noi sembra che questo piccolo fatto, di cui oggi parlano tutti, lanci un messaggio controcorrente nella grande piazza dei social network, che non si fa spesso nessun problema nel pronunciare giudizi “tranchant” per un errore banale. Un posto dove insulti e attacchi sono la regola, la gentilezza un’eccezione. Qui si parla di un errore che diventa occasione per far nascere qualcosa di nuovo, un’azione educativa formidabile per Matteo, per i suoi compagni e anche per noi che leggiamo la loro storia. Esistono anche gli errori “belli”, davvero. E se permettete, questo è davvero un errore «petaloso». Supercalifragilisticheiper#petaloso.

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