San Pio da Pietrelcina e San Leopoldo Mandic: due modelli di misericordia. Le spoglie in Vaticano

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«A me sembra che il significato abbia radice proprio nel “vivo desiderio” manifestato da Papa Francesco circa la possibilità di avere nella Basilica vaticana, nei giorni dal 5 all’11 febbraio prossimi, le reliquie del corpo di San Pio da Pietrelcina e di san Leopoldo Mandić. Nello speciale Anno giubilare della Misericordia, il tempo forte della Quaresima acquista, così, un significato ancora più profondo, visto che già di per sé si qualifica come tempo privilegiato di conversione e di ritorno a Dio, buono e misericordioso, lento all’ira e grande nell’amore. San Pio e San Leopoldo, scelti come modello di misericordia. Non a caso, dunque, il Santo Padre ha voluto che, proprio durante la celebrazione del Mercoledì delle Ceneri, giorno d’inizio della Quaresima, fosse dato mandato ai Mille Missionari della Misericordia per essere “segno della sollecitudine materna della Chiesa per il Popolo di Dio, perché entri in profondità nella ricchezza di questo mistero così fondamentale per la fede” (Misericordiae Vultus, 18)». Fra’ Francesco Dileo, Rettore del Santuario di Padre Pio a Pietrelcina, è emozionato nel chiarire l’importanza di uno degli appuntamenti più attesi di questo Anno Santo Straordinario della Misericordia. Infatti, per la prima volta le reliquie delle spoglie di Padre Pio da Pietrelcina, al secolo Francesco Forgione nato a Pietrelcina il 25 maggio 1887 e morto a San Giovanni Rotondo il 23 settembre 1968, canonizzato nel 2002 da Papa Wojtyla, lasceranno San Giovanni Rotondo per Roma, dove il 6 febbraio Papa Francesco in San Pietro concederà un’udienza speciale ai gruppi di preghiera del Santo. Nello stesso periodo arriveranno nella Capitale anche le reliquie di San Leopoldo Mandic, al secolo Bogdan Ivan Mandić nato a Castelnuovo di Cattaro in Montenegro il 12 maggio 1866 e morto a Padova il 30 luglio 1942, religioso e presbitero croato dell’Ordine dei frati minori cappuccini. San Leopoldo forse è un santo meno noto ma «non si può racchiudere in poche battute la sua storia. Infatti, meriterebbe un approfondimento anche la vicenda umana e spirituale del Santo croato, piccolissimo nella statura fisica ma enorme nella sua spiritualità cappuccina e sacerdotale. Mi limito a riportare una breve espressione, che rivela le “aspirazioni” di san Leopoldo all’età di otto anni: “Quando sarò grande, voglio farmi frate, diventare confessore e usare tanta misericordia e bontà con le anime dei peccatori”. E così è stato», esclama Fra’ Francesco, nato a Cerignola, in provincia di Foggia nel 1967, quando gli chiediamo alcuni cenni biografici su San Leopoldo, innalzato nel 1983 alla gloria degli altari da Giovanni Paolo II.

Il programma della traslazione temporanea e della permanenza delle spoglie di San Pio da Pietrelcina a Roma, riassunto da Fra’ Dileo, è il seguente:

  • Il 3 febbraio partenza dal Santuario di San Giovanni Rotondo, dopo la celebrazione delle 7,30. L’arrivo a Roma, presso la Basilica di San Lorenzo al Verano, le spoglie di San Pio affidate alla cura pastorale dei frati minori cappuccini, dove giungeranno anche le reliquie del corpo di san Leopoldo Mandić, è previsto nel primo pomeriggio.
  • Il 4 febbraio le reliquie dei due Santi resteranno nell’antica Basilica per tutta la giornata. In serata, in forma privata, le teche saranno trasferite presso la chiesa parrocchiale di San Salvatore in Lauro.
  • Il 5 febbraio nel pomeriggio si snoderà un corteo liturgico che accompagnerà in processione le Reliquie presso la Basilica papale di San Pietro.
  • Il 6 febbraio, alle ore 10,00, in piazza San Pietro, Papa Francesco concederà un’udienza speciale agli aderenti ai Gruppi di Preghiera di Padre Pio, ai dipendenti di Casa Sollievo della Sofferenza e ai fedeli dell’Arcidiocesi di Manfredonia – Vieste – San Giovanni Rotondo.
  • Il 9 febbraio mattina il Pontefice presiederà una Concelebrazione Eucaristica con e per i frati minori cappuccini di tutto il mondo.
  • Il 10 febbraio, mercoledì delle Ceneri, nel pomeriggio si terrà la Celebrazione di cui ho fatto cenno poc’anzi.
  • L’11 febbraio, dopo la Celebrazione Eucaristica delle 7,30 in San Pietro, presieduta da Mons. Rino Fisichella, le reliquie del corpo di San Pio da Pietrelcina ripartiranno da Roma per raggiungere Pietrelcina. L’arrivo è previsto per le ore 12,00 a Piana Romana (frazione rurale del paese sannita), dove si svolgerà una Liturgia di accoglienza, quindi un corteo accompagnerà l’urna prima nella chiesa parrocchiale poi in quella conventuale.
  • Il 14 febbraio, dopo la Celebrazione delle ore 7,00, le reliquie del corpo di San Pio lasceranno Pietrelcina e si dirigeranno prima verso Benevento (Celebrazione in Cattedrale, alle ore 9,00), poi verso Foggia (sosta fino alle 16 presso il convento di Sant’Anna), quindi rientreranno a San Giovanni Rotondo, dove è prevista la Celebrazione Eucaristica, alle ore 18,00 in piazza Europa. A seguire una processione accompagnerà la teca presso l’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza, opera di carità di San Pio.
  • Il 16 febbraio, alle ore 16,00, le reliquie del corpo di San Pio ritorneranno nella chiesa a lui intitolata. Una solenne concelebrazione concluderà questo evento storico.

Quando ricordiamo a Fra’ Francesco che se Bergoglio è il Papa della pietà popolare, Padre Pio è il santo della misericordia, il Rettore dichiara che «Papa Bergoglio sorprende sempre, anche per la sua sensibilità religiosa popolare. Nell’Evangelii gaudium così scrive: “Nella pietà popolare, poiché è frutto del Vangelo inculturato, è sottesa una forza attivamente evangelizzatrice che non possiamo sottovalutare: sarebbe come disconoscere l’opera dello Spirito Santo. Piuttosto siamo chiamati a incoraggiarla e a rafforzarla per approfondire il processo d’inculturazione che è una realtà mai terminata. Le espressioni di pietà popolare hanno molto da insegnarci e, per chi è in grado di leggerle, sono un luogo teologico cui dobbiamo prestare attenzione, particolarmente nel momento in cui pensiamo alla nuova evangelizzazione”. Credo che questa sensibilità abbia suscitato nel Santo Padre quel “vivo desiderio” di additare anche Padre Pio come uno dei santi della misericordia. La popolarità del venerato Confratello e la sua attenzione e cura per le “anime” pellegrine o forestiere, afflitte da sofferenze nel corpo e nello spirito, bisognose di ritrovare la strada della riconciliazione con Dio e con i fratelli, con questo evento restituiscono alla storia un esempio concreto della misericordia di Dio».

A pochi giorni dall’arrivo delle sante reliquie nel centro della cristianità, il senso di attesa è molto alto, Padre Pio è un santo molto amato grazie anche alla fama di taumaturgo attribuitagli dai fedeli, in 60mila si sono già prenotati per l’udienza del 6 febbraio.

«Il perdono è certamente un aspetto importante che richiama al concetto più ampio di misericordia e può essere considerato un segno eloquente di quell’“atto ultimo e supremo con il quale Dio ci viene incontro”, qual è la Misericordia. Nella Bolla d’indizione del Giubileo Straordinario è scritto anche che la Misericordia “è la legge fondamentale che abita nel cuore di ogni persona quando guarda con occhi sinceri il fratello che incontra nel cammino della vita. È la via che unisce Dio e l’uomo, perché apra il cuore alla speranza di essere amati per sempre nonostante il limite del nostro peccato”. Ora, proprio per questa ragione Padre Pio ha avuto una grande fama, “ha adunato intorno a sé una clientela mondiale”, come ebbe a dire il Beato Paolo VI. Il suo esempio e la sua spiritualità possono rilanciare, io direi non il perdono universale, ma il messaggio universale del perdono e della misericordia di Dio», precisa Fra’ Francesco.

In vita San Pio fu osteggiato dalle gerarchie vaticane che dubitavano di lui, rivolgendo accuse pesanti, rivelatesi del tutto prive di fondamento. Oggi, Bergoglio decide di mettere al centro della scena il corpo di San Pio per ricordare a tutti gli uomini di buona volontà che è la misericordia di Dio l’architrave che sorregge la Chiesa. Cosa ne pensa al riguardo il Rettore Dileo?

«Non penso sia un gesto, quello di Papa Francesco, principalmente mirato a riconciliare la storia, che ha visto momenti difficili nei rapporti fra alcuni rappresentanti della gerarchia ecclesiastica e Padre Pio. Questo credo sia avvenuto soprattutto con il riconoscimento ufficiale da parte della Chiesa della santità del venerato Confratello (mi riferisco alla canonizzazione). Credo, che Papa Francesco voglia far riscoprire e riportare al centro della Chiesa la “motivazione”, il “cuore pulsante” che anima e dà vitalità a questa grande famiglia di credenti, che costituisce il Corpo mistico di Cristo. Ora, san Pio, san Leopoldo, tutti i Santi e tutti gli uomini di buona volontà hanno proprio il “ruolo” di ricordare questa verità».

Ogni anno sei milioni di pellegrini si recano a San Giovanni Rotondo, una delle mete di pellegrinaggio più visitate d’Italia e d’Europa, per chiedere una grazia, una guarigione o per pregare. Questa venerazione popolare di vaste proporzioni è dovuta al fatto che Padre Pio, per Fra’ Francesco «era “immagine di Cristo” anche fisicamente, per il dono delle stimmate. Quanto più Padre Pio cercava il “nascondimento”, tanto più il Signore lo poneva come faro su questo monte garganico. La sua popolarità è legata certamente anche alla sua missione sacerdotale. Il Signore ha voluto premiare la sua fedeltà e ha realizzato il “sogno” e il “desiderio” di Padre Pio quando, in occasione della sua ordinazione sacerdotale, manifestò di avere in animo di essere con Gesù, nel mondo, Via Verità e Vita, sacerdote santo, vittima perfetta. Quanto più un uomo è coerente con la sua scelta di vivere secondo il Vangelo e la sua scelta di consacrazione, tanto più diventa testimone credibile. Questo è accaduto a san Pio», conclude Il Rettore del Santuario.

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