Strauben ai mirtilli: frittella golosa e classico street-food altoatesino. Non si mangia solo a Carnevale

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Lo strauben è uno dei grandi classici del cibo di strada in Alto Adige. Là dove c’è una festa, un mercatino, una fiera gastronomica, potete riconoscerle ad occhi chiusi dal profumo dolce dello zucchero a velo e da quello asprigno della composta di mirtilli rossi, che formano un’accoppiata irresistibile. Quando ero piccola, preparare gli strauben in casa era vietatissimo: “Sono fritti, sono pesantissimi, sono troppo grassi. Ti faccio le frittelle di mele, dai, vedrai che buone” diceva la nonna. E se poi volevamo comprarle alle bancarelle: “Ma tesoro – la mamma – sono fritte! Guarda che pentoloni pieni d’olio. Chissà quante volte lo riutilizzano!! No, no, fanno malissimo”. Insomma, bisognava prenderle di nascosto, e i miei fratelli ed io, fuori con gli amici, non trascuravamo di mangiarli: il sapore di un dolce praticamente sempre proibito, compreso a Carnevale, era ovviamente buonissimo. Una volta cresciuta, mi è rimasto il desiderio di impadronirmi della ricetta tradizionale. Queste “frittelle” arrotolate e spolverate di zucchero, dalla pasta morbida e fragrante, accompagnate da una dose generosa di marmellata, in Alto Adige, come vi dicevo, si mangiano tutto l’anno. Ma qui Carnevale è sicuramente il periodo più adatto per realizzarle in casa. Il nome, “strauben”, viene da “straub”, tortuoso: la pasta infatti si presenta arrotolata, come una sorta di dolce labirinto, con una forma che può ricordare anche il guscio di una chiocciola.

INGREDIENTI

Le dosi sono adatte a una preparazione familiare, diciamo per quattro persone. Tenete conto che gli strauben “saziano” parecchio.

3 uova
1 pizzico di sale
25 grammi di burro
200 grammi di farina
250 ml di latte
50 grammi di zucchero (un po’ di più se preferite usare quello di canna o integrale)
c’è chi aromatizza la pasta con un bicchierino di grappa. Si può usare anche un altro liquore dolce o uno sciroppo se le frittelle sono destinate ai bambini.

Olio per friggere

Per la guarnizione: zucchero a velo e marmellata o composta di mirtilli rossi (a piacere)

Come si procede: Si fa fondere il burro e poi lo si amalgama (con la frusta a mano o elettrica) in una ciotola capiente con il latte, la farina e il sale. Poi si aggiungono la grappa-liquore e i tre tuorli d’uovo. Si continua a mescolare: la pasta dev’essere liscia, senza grumi, ed elastica.

Si montano a neve gli albumi e poi si incorporano al composto con delicatezza (magari usando un cucchiaio di legno) insieme con lo zucchero.

Per la cottura: si scalda in una padella abbondante olio per friggere (anche se tradizionalmente usavano lo strutto: vedete voi). Quando è ben caldo, ma non troppo (altrimenti la frittella diventa subito scura), si versa l’impasto. Non si fa a cucchiaiate come con le “normali” frittelle ma si utilizza un imbuto: si tappa il fondo con un cartoncino o con il dito e ci si mette un mestolo di impasto. Poi ci si posiziona sulla padella e si toglie il dito. L’impasto va versato dall’esterno verso il centro in senso circolare. Quando lo strauben è dorato si gira con l’aiuto di due palette o schiumarole. Quando è pronto si appoggia sulla carta assorbente. Quando ha un po’ perso l’olio in eccesso è pronto per essere messo su un piatto e guarnito con zucchero a velo e marmellata. Buon appetito :-).

 

 

 

 

 

 

 

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