Bergamo, l’Università cresce: oltre 16 mila iscritti. Nuovi corsi: arriva Scienze della Formazione Primaria

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Tempo di novità per l’Università di Bergamo. Forte dei dati sulle immatricolazioni, che la vedono in crescita in controtendenza con quelli nazionali, il rettore Remo Morzenti Pellegrini ha annunciato oggi le iniziative deliberate dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione per i prossimi mesi. «Gli iscritti totali all’Ateneo sono 16.334» spiega il rettore «di cui 5.528 immatricolati nell’anno in corso: una quota ragguardevole che ci aspettavamo di raggiungere tra qualche anno». Per far fronte all’aumento degli studenti sono in arrivo nuovi corsi e un ampliamento dell’offerta formativa già attiva. In particolare, è stato avviato l’iter per l’attivazione di un corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria che, spiega Morzenti Pellegrini «è stato richiesto da più parti sul territorio: per una volta l’idea non è partita dall’alto, ma da un’esigenza specifica». Ora serve l’approvazione del Consiglio dei rettori della Lombardia e poi del Ministero, ma la strada è stata tracciata. Novità anche in ambito medico, con l’avvio (a partire dal 2017-2018) di un corso di laurea interateneo tutto in inglese, «International medical school», che coinvolgerà anche Milano-Bicocca e l’università inglese del Surrey. Già da quest’anno, invece, si potrà studiare in lingua straniera alla laurea magistrale in «International Management, Entrepreneurship and Finance» (Dipartimento di Scienze Aziendali) e saranno attivate le nuove annate di corsi già esistenti. Ampliate le collaborazioni internazionali: nuovi scambi con le Università di Montreal, Rio de Janeiro, Atlanta, Linz e Heidelberg (Germania).

I centri di ricerca, invece, sono stati riorganizzati «per applicare meglio i risultati alla realtà»: fra i 13 attivi, uno è totalmente nuovo – il CEST, Centro sulle dinamiche economiche, sociali e della comunicazione, diretta dalla professoressa Annalisa Cristini – in un altro è cambiata la direttrice (la professoressa Emanuela Casti al Centro Studi sul Territorio “Lelio Pagani”) e tutti si propongono di «coinvolgere tutti i saperi».

Dal punto di vista pratico, sono stati annunciati provvedimenti che vanno incontro a docenti (con 40 assunzioni), personale tecnico-amministrativo (anche per chiudere una fase di tensione con la parte sindacale) e studenti. In particolare si è deciso di allargare le fasce di reddito necessarie per essere idonei a borse di studio e tasse agevolate, «compensando» dice il rettore «il restringimento dei termini deciso dal Governo». Il progetto “Top Ten” inoltre, già attivo da due anni (questo è il terzo) si allarga ulteriormente, permettendo a chi si diploma con almeno 85/100 o mantiene una media alta durante gli anni di avere uno “sconto” progressivo sulle tasse. Questa decisione ha trovato l’appoggio anche dei rappresentanti studenteschi, contenti che «si premi anche il merito buono e non solo l’eccellenza, scommettendo sul talento e valorizzando l’ateneo».  Con la speranza, espressa da più parti, che ci sia la volontà di investire molto di più, a livello nazionale, su cultura e università.

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