Dario Fo e Dio. Il Papa e la Chiesa

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IL FACCIA A FACCIA TRA DARIO FO E DIO

Dario Fo pubblica un libro, insieme con Giuseppina Manin. Titolo: “Dario e Dio”. Mica male come titolo. Che dice già, di suo, alcune cose. Si sospetta infatti, già dal titolo, di un faccia a faccia in cui Dario affronta Dio e chissà se Dio affronterà Dario. Rischioso per Dio: perché con un competitor simile rischia di venire fuori ammaccato. Insomma, i grandi laici – mi viene in mente anche Scalfari – per salvare la loro laicità devono affrontare Dio, quando lo affrontano, senza particolari riguardi. E infatti, Dario Fo, in una intervista alla Stampa del 16 marzo, parla di un Dio – quello del Vecchio Testamento – “incazzoso, vendicativo”. Per questo dice “Dio non lo amo troppo” ma, corregge subito, “questo Papa invece sì”.

Interessante. Per molta gente e non solo per Dario Fo, la “Chiesa” è mediamente un disastro: è di altri tempi, non capisce gli omosessuali, è ricca, è piena di arrivisti, i preti sono pedofili. Ma tutti – quasi tutti – sono d’accordo nel dire che, però, il Papa è simpatico.

Si potrebbe dire, con una battuta, che il Papa è la sintesi perfetta: è sufficientemente vicino per essere simpatico è sufficientemente lontano per non dare fastidio. Più vicino del Dio incazzoso e vendicativo di Dario Fo,  più lontano del proprio parroco che, poveraccio, quando parla fa venire il latte alle ginocchia.

LA CHIESA VISTA DA FUORI E VISTA DA DENTRO

Ci risiamo con una divisione netta, troppo netta: fra la Chiesa come appare, soprattutto dal mondo dell’informazione, e la Chiesa come è. Fra la Chiesa simpatica come la vorremmo e la Chiesa antipatica come ce la ritroviamo.

Quel modo di vedere la Chiesa lo si capisce presso dei laici, non lo si capisce molto quando sono dei credenti che replicano quelle battute, senza particolari ripensamenti. Non è la stessa cosa osservare la Chiesa da fuori e osservarla da dentro. A questo proposito, mi viene in mente un passaggio di Bonhoeffer – nel suo libro “Vita comune”: “Chi ama il suo ideale di comunità cristiana più della comunità cristiana stessa, distruggerà ogni comunione cristiana, per quanto sincere, serie, devote siano le sue intenzioni personali”.

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