È tornata Heidi: al cinema i monti le sorridono ancora. Dal cartone di Miyazaki al film

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Il film «Heidi» arriva nelle sale cinematografiche italiane per allietare le vacanze di Pasqua.
Il 24 marzo è uscita la versione live-action diretta da Alain Gsponer e interpretata da Bruno Ganz, Anuk Steffen, Katharina Schüttler e Peter Lohmeyer, dell’omonimo romanzo pubblicato nel 1888 da Johanna Louise Spyri e tradotto in circa 50 lingue.
La pellicola è fedele al famoso libro che racconta le vicende di Heidi, una piccola orfanella svizzera dal dolce sorriso e dal cuore generoso che intere generazioni di bambini nati a metà degli anni Sessanta hanno imparato ad amare durante la visione della celebre serie tv d’animazione giapponese datata 1974 diretta da Isao Takahata e disegnata da Hayao Miyazaki.
Elisabetta Viviani nella sigla del cartone cantava a pieni polmoni e con sincero entusiasmo anticipando il “mondo fantastico” nel quale viveva Heidi, quelle montagne svizzere assolate e verdeggianti in estate e colme di neve in inverno, dove “ti sorridono i monti, le caprette ti fanno ciao”.
La storia di Heidi è nota: una bambina gioiosa di cinque anni dalle gote rosse come mele vive insieme al burbero nonno (da tutti chiamato “lo zio dell’Alpe”) in una baita solitaria poco sotto le nude rocce della vetta più alta tra le montagne svizzere vicino al villaggio di Mayenfeld. Heidi, abbandonata dalla zia Dete a casa del nonno, qui vive una vita felice giocando con Peter, il pastorello che accompagna le capre al pascolo insieme al cane Nebbia e andando a trovare la nonna non vedente del suo compagno di giochi.
Un Eden fatto di cose semplici, genuine accompagnato dalla meravigliosa natura circostante che testimonia l’esistenza di Dio. La magia ha termine quando zia Dete costringe la bambina a recarsi in città, a Francoforte, dove Heidi deve imparare a leggere e scrivere per diventare poi la “dama di compagnia” di Klara Seseman, orfana di madre, debole di salute (la dodicenne è costretta a stare sulla sedia a rotelle a causa della poliomielite), nata in una ricca famiglia di Francoforte. Per la ragazzina, cresciuta finora in libertà, la severità della signorina Rottenmeier, governante della famiglia Seseman, i palazzi, il cielo grigio e le tavole alle quali bisogna sedere composti sono una prigione da cui scappare il più in fretta possibile per tornare fra gli amati monti.
Se l’attore svizzero Bruno Ganz si dimostra bravissimo nell’interpretare il nonno della piccola regina delle montagne, l’attrice in erba Anuk Steffen per ottenere il ruolo di Heidi ha dovuto sbaragliare la concorrenza di oltre 300 coetanee. Diversi sono stati i film e i cartoni realizzati nel corso degli anni dedicati a questo personaggio senza tempo, citiamo “Zoccoletti olandesi” con Shirley Temple nei panni di Heidi, nel 1937.
L’immensa energia di Heidi nata dalla penna della scrittrice svizzera non potrà non fare breccia nel cuore dei piccoli che resteranno sicuramente colpiti dal forte contrasto tra la scenografica natura e la claustrofobica città, dove l’orizzonte è ristretto e per vedere le montagne occorre salire in cima al campanile più alto di Francoforte.

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