God’s Not Dead: un film racconta il coraggio di rischiare per difendere ciò in cui si crede

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«God’s Dead»: «Dio è morto». Forte del suo carisma, della propria posizione, dell’anzianità, del prestigio e del potere di cui gode nel senato accademico, il professor Jeffrey Radisson, obbliga gli studenti del suo corso di filosofia a sottoscrivere una sorta di dichiarazione in cui accettano la definizione secondo la quale, appunto «Dio è morto»: chi non lo fa non viene ammesso al suo corso che, piccolo particolare, è obbligatorio per il conseguimento della laurea. Un giorno, però uno dei suoi studenti, la matricola Josh Wheaton, fervente cristiano, si rifiuta di sottostare alla volontà del docente. A questo punto, allora, il docente sfida il suo allievo: nel corso delle successive tre lezioni dovrà portare le prove dell’esistenza di Dio, se non ci riuscirà dovrà abbandonare il suo corso, giudici saranno gli altri studenti della classe. Parte da qui, da questa disputa filosofico-religiosa il film di Harold Cronk  “God’s Not Dead” che viene proiettato sabato 12 Marzo (ore 21) al Cineteatro Gavazzeni di Seriate. Basato su una storia vera, il film, come recita lo slogan di lancio pone, tra le altre, una questione che è già ma che diventerà sempre più fondamentale: “quanto sei disposto a rischiare per difendere quello in cui credi?” Il giovane Josh, seppur sorretto dalla fede e sicuro della bontà delle proprie posizioni, ad un certo punto, infatti, comincerà a dubitare di aver fatto la scelta giusta e sul fatto di possedere davvero la forza per dimostrare l’esistenza di Dio. Definito “di impianto televisivo”, il film, al di là dei suoi più o meno riusciti meriti artistici, ha però sicuramente il merito di riportare al centro del dibattito una delle questioni cruciali che dovrebbe interessare un po’ tutti: l’esistenza di Dio, al di là delle facili ironie cui ci ha abituato, per esempio, il cinema di Woody Allen: “ma chi ti credi di essere, Dio?” fa dire ad uno dei suoi personaggi, che risponde: “beh, a qualche modello dovevo pur ispirarmi!”. Intorno a questo asse narrativo principale il film sviluppa poi alcune altre storie di personaggi che, ognuno con modalità e in contesti diversi (una malattia, per esempio), si vedono costrette ad affrontare lo stesso tema.

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