Divorziati risposati. Lo strano stile della discussione

2

La discussione sul tema dei divorziati risposati continua sul nostro sito, molto accesa. Ma lo stile di questa discussione da parte di alcuni interlocutori mi sembra permettere, richiedere, anzi, un paio di osservazioni.

La prima parte da una domanda. Ma dentro la Chiesa è possibile discutere? Dovrebbe essere possibile, ma molti dei nostri interlocutori non sembrano molto interessati a discutere, ma piuttosto ad accusare. Non sono interessati a capire le ragioni dell’altro, ma a dimostrare la verità delle proprie. Per essere credenti si deve proclamare che non si deve discutere. Non solo, ma la tendenza di questi credenti tutti d’un pezzo è a condurre tutte le verità che hanno un qualche rapporto con la fede sullo stesso piano: tutte ugualmente importanti, tutte da prendere, pena il finire nelle tenebre esteriori dell’eresia. Una Chiesa così è più vicina alla Chiesa del Grande Inquisitore di Dostoevskij che a quella di Gesù di Nazaret, mi sembra.

Una seconda questione. Alcuni di questi lettori – alcuni, non tutti – danno l’idea di non sentirsi dentro la Chiesa, ma sopra di essa. Arrivano talvolta a giudicare non qualche semplice fedele o un semplice prete, ma il Papa stesso. E parlano con una straordinaria facilità di eresia dei fedeli, dei preti, del Papa. Quello che impressiona ancora di più è che la Chiesa spesso viene giudicata da destra, qualche volta da sinistra ma questi giudici la giudicano sempre da fuori, da sopra, da lato, mai da dentro. Qualche volta ci si imbatte anche in strani personaggi che prima l’hanno giudicata da sinistra, adesso la giudicano da destra. L’unico elemento di continuità tra prima e poi è che, sempre, l’hanno giudicata da fuori, da giudici, mai da fratelli.

Ecco nel nostro piccolo vorremmo dire, ripetere, con forza che intendiamo parlare della Chiesa e anche criticarla da dentro, da figli, non da giudici. Non intendiamo essere, per nessun motivo, dei Sandro Magister o degli Antonio Socci che usano i propri strumenti giornalistici come armi improprie da menare contro la Chiesa.

Share.

2 commenti

  1. don Luciano Locatelli on

    Carissimo Alberto, l’unica parola evangelica che mi viene in mette leggendo il tuo scritto si trova nel Vangelo di Luca: “Vi abbiamo suonato il flauto, e non avete ballato; abbiamo cantato per voi un lamento, e non avete pianto…” Già, prima han dato dell’indemoniato al Battista: che esagerato! Ma si può vivere così? Poi arriva Gesù, che non fa ascesi, e di nuovo: che esagerato! Addirittura amico di pubblicani e peccatori… Alla fin fine siamo sempre lì: se Dio non rientra nelle immagini che ci siamo fatti di Lui non siamo contenti. E se qualcuno osa dire qualcosa che abbia il sapore genuino del Vangelo, beh, le reazioni le hai lette anche tu. Papa Francesco ci sta aprendo gli occhi e ci chiede di osare la misericordia, di scommetterci su, di non temere. Leggendo te, mi sento meno solo. Abbraccio e buona vita.

  2. silvana messori on

    Buon giorno, nonostante i terremoti e gli annegamenti, così poco frequentati nei siti….stamattina nel fare commento su articolo di “radio spada”…. mi sovveniva la risposta che ha dato una nonnina che al confessore che non poteva dare la “soluzione” perché votava “comunista”.. ella rispose…”se la tenga”… ecco… se non ci sarà misericordia… tutti diremo ” tenetevela!!

Lascia un commento