Sacra Spina. Parla un parroco: «Un segno umile ed eclatante. Ci dice che non siamo soli»

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Pubblichiamo alcune riflessioni di don Giovanni Gualini, parroco di Lurano, sul segno della fioritura della Sacra Spina di San Giovanni Bianco.

La sera di Pasqua Gesù appare ai suoi discepoli con il suo saluto: “Pace a voi”. Gesù è risorto e la sua parola è segno di consolazione e pacificazione per gli apostoli che con apprensione si stavano domandando che cosa fosse successo dal momento che avevano trovato vuota la tomba dove l’avevano deposto. Il saluto rassicurante di Gesù era il segno che Lui era ancora con loro e non li avrebbe più abbandonati.
La finale del Vangelo di S. Matteo al capitolo 28 ne è il sigillo: «Ecco, io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo».
Gesù è con noi sempre ed è per questo che noi abbiamo celebrato la Pasqua nelle nostre comunità. Sappiamo che continua ad accompagnare il nostro cammino di fede.

E la domenica di Pasqua, a S. Giovanni Bianco un prodigio tanto auspicato si è verificato: la Sacra Spina conservata nella chiesa parrocchiale è “fiorita”. Un fatto singolare, atteso e tuttavia non preteso, legato ad un “oggetto” della Passione di Gesù e quindi alla Pasqua.
Un segno umile, quasi “dimesso”, ma nello stesso tempo “eclatante”, capace da solo di far parlare di sé.
Un segno che ha suscitato commozione in quella comunità e che, pian piano, si è irradiata in modo capillare anche nelle comunità circostanti, nella nostra Chiesa di Bergamo e oltre.
Il nostro vescovo ha inviato a proposito un comunicato ufficiale: «Con grande gioia posso annunciare che il segno si è manifestato. La prudenza, la serietà, le competenze di coloro a cui ho affidato il compito dell’osservazione della Reliquia e l’evidenza del segno mi inducono a confermare che questi è avvenuto».

Ora di fronte a questo fatto noi che abbiamo celebrato la Pasqua possiamo interpretare questo “prodigio” come un ulteriore segno della sua presenza in mezzo a noi. Non necessario per l’atto di fede in se ma di esso, in qualche modo, ne è un richiamo evocativo.
Un segno che il Crocifisso-Risorto sta camminando con noi, con la nostra Chiesa “ospedale da campo”, con noi poveri uomini continuamente vulnerabili ma accompagnati da un Dio che ha “vissuto” fino in fondo la nostra vulnerabilità.
Egli è il “Fratello” paziente che ha deciso di abitare i nostri dolori per dare loro un senso; Egli è l’”Uomo” fedele all’umanità consapevole delle sue gioie e delle sue speranze; Egli infine è il Pastore Buono che continua a guidare la sua Chiesa in un’epoca insieme di grandi trasformazioni ma anche portatrice di un promettente rinnovamento.

La Sacra Spina ri-fiorisce oggi e ci invita, con il suo essere segno, ad essere più consapevoli che non stiamo attraversando da soli gli eventi della nostra epoca ma siamo Chiesa, di fratelli e di sorelle, di uomini e donne, chiamati a riconoscere la presenza del Risorto che anche oggi rivolge a noi, come la sera di Pasqua, il suo saluto: “Pace a voi”.

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