Amoris laetitia. Maria Teresa Zattoni e Gilberto Gillini: è una nuova costituzione per le famiglie

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“Amoris laetitia”, “La gioia dell’amore”, è l’Esortazione apostolica che Papa Francesco ha scritto “sull’amore nella famiglia” a partire dai due Sinodi che si sono svolti in Vaticano nell’ottobre del 2014 e nello stesso mese del 2015. Maria Teresa Zattoni e Gilberto Gillini, sposati da molti anni, cinque figli, pedagogisti, consulenti familiari, hanno letto il documento e commentano i passi salienti dell’esortazione postsinodale (264 pagine scritte in più lingue, divise in 9 capitoli con oltre 300 paragrafi, con tiratura iniziale di 4 milioni di copie, destinate a 60 Paesi nel mondo), che si può considerare una “nuova costituzione per le famiglie” giacché la famiglia è “un bene da cui la società non può prescindere”, come scrive Papa Francesco nel testo.

«Diciamo con gioia che la prima novità è la dedica: per la prima volta tra coloro a cui è rivolto un documento del magistero, sono indicati, dopo i vescovi, i presbiteri e i consacrati, anche “gli sposi cristiani”, rendendo così evidente la preziosità dell’essere Chiesa di noi coppie sacramentali. L’altra novità è la bellezza del “la iniziale” di apertura di tutto lo spartito di questa specialissima musica che è L’Esortazione: “La gioia dell’amore che si vive nella famiglia è anche il giubilo della Chiesa” e questa non è solo una “dichiarazione”, ma la celebrazione di una connessione, di uno “stare insieme” di Chiesa e famiglia, della loro connessione, della loro piena e reciproca complicità per ciò che riguarda il Regno di Dio.

Un’ulteriore novità è lo stile narrativo, semplice e intenso, con cui Francesco entra nella famiglia come un padre buono, la guarda, la valorizza, la canta. Mai avevamo gustato nei documenti ecclesiali l’applicazione dell’inno al clima familiare con tanta intensità e scioltezza da farci dire: “questo Papa è uno di famiglia!”. E ciò senza sottovalutare la correttezza anche scientifica – e lo diciamo da esperti – del suo dire la famiglia, secondo le più aggiornate scienze umane», dichiarano i coniugi Gillini entrambi i quali hanno fatto parte come esperti della Consulta Nazionale della Famiglia della Cei.

Nei primi capitoli dell’”Amoris Laetitia” Bergoglio mette in guardia dal pericolo dell’”individualismo esasperato”, lancia l’allarme per il calo demografico e lo sfruttamento dell’infanzia, considera come “gravi minacce” per le famiglie di tutto il mondo, l’eutanasia e il suicidio assistito. No alla pratica dell’utero in affitto o alla mercificazione del corpo femminile nella nostra cultura dove imperano i mass-media.

Nel quarto capitolo del documento Papa Francesco ha approfondito la dimensione erotica dell’amore con un contributo che non ha paragoni in precedenti documenti papali. La sessualità “è un regalo meraviglioso” che Dio ha fatto alle sue creature e nella vita dei coniugi non può essere limitato alla necessità della procreazione, sì all’educazione sessuale dove Bergoglio esorta vescovi, parroci e sposi cristiani a non tirarsi indietro, a promuovere un insegnamento armonico.

“Accompagnare, discernere e integrare la fragilità” è il titolo dell’ottavo capitolo dedicato alle “famiglie ferite”, un passaggio atteso da molti fedeli nel quale il Pontefice scrive che “non è più possibile dire che tutti coloro che si trovano in qualche situazione cosiddetta irregolare vivano in stato di peccato mortale”. Francesco apre ai divorziati risposati che cessano di essere “un caso”, quindi “Sacramenti possibili”, seppure con un discernimento caso per caso. Infatti, l’eucarestia “non è un premio per i perfetti, ma un generoso rimedio per i deboli”. Accompagnare, discernere e integrare la fragilità sono i capisaldi di un nuovo percorso spirituale visto che i parroci si troveranno di volta in volta a misurare il grado di maturazione, la spiritualità e la forza morale delle coppie. Domandiamo a Gilberto Gillini se in sintesi, l’esortazione di Papa Francesco ammette o non ammette i divorziati risposati alla comunione, che ci replica in breve.

«Nell’immediatezza della domanda al massimo si può rispondere come sempre con l’annuncio dell’amore di Dio per tutti i suoi figli, così come sono e là dove si trovano. In questa esortazione niente del messaggio di Gesù è stato tolto o mutato da papa Francesco! La regola ferrea che non ammette eccezione è una regola mondana superata dalla regola aurea dell’Amore. Papa Francesco rivolge allora la sua esortazione a cristiani cresciuti nell’amore e nella misericordia, ma non nel facile permissivismo che dimentica la giustizia e l’opportunità. L’Amore misericordioso si può applicare in maniera più piena, ma l’ammissione alla comunione non diventa un diritto ma è parte di un cammino che una persona può verificare in primis con la propria coscienza e poi, in ordine, con un fratello cristiano, con un presbitero, con un presbitero indicato dal vescovo, con il vescovo. Papa Francesco invita alla conversione del cuore e non alla superficiale partecipazione a un rito», puntualizza Gillini, il quale insieme con la moglie è stato docente presso il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia.

Infine, nel paragrafo conclusivo il Papa afferma che “nessuna famiglia è una realtà perfetta e confezionata una volta per sempre”, quindi no alla famiglia ideale della pubblicità, come lo stesso Pontefice sottolinea in diversi passaggi, sì a quella “così come è”.

Quindi “Camminiamo famiglie, continuiamo a camminare!”.

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