Conosco una donna di straordinaria dolcezza, di una fede intensa e semplice. Ho l’impressione di trovarmi di fronte a una santa

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Il prete della mia parrocchia – sono di un paese della provincia – mi confida un suo particolarissimo segreto. “Tra i miei fedeli delle messe di ogni giorno, mi racconta, c’è, sempre una donna, non sposata. Dall’intensità della sua preghiera, dalla straordinaria dolcezza del carattere, dalla sua generosità di cui vari amici mi hanno parlato, ho maturato una convinzione: probabilmente si ha a che fare con una forma nascosta ma quasi sicura di santità”. Mi ha un po’ sorpreso. Ma il mio parroco non è un facilone. Sicché la cosa incomincia a sorprendere anche me. Davvero i santi sono tra noi? Tu, che di santità ti intendi, cosa dici? Enza.

I SANTI SONO TRA NOI

Davvero i santi sono tra noi in modo nascosto e silenzioso, cara Enza! Data la normalità della loro esistenza segnata, come quella di tutti, da debolezze e fragilità umane e vissuta nell’ordinarietà del quotidiano, fatto di impegni, gioie, difficoltà, sofferenze, ecc., i nostri occhi, spesso, non sono capaci di riconoscerli. Nulla di straorinario e di eccezionale traspare, infatti, dalle loro persone: nei loro occhi, però, si intravvedono bagliori di cielo, segni di quella grande ricchezza custodita nel cuore, la loro umanità appare armonica, unificata e la loro gestualità è rivelatrice di una presenza. Un fuoco, infatti, arde nei loro cuori e li spinge a donarsi senza misura in famiglia, nella comunità, nel lavoro e persino nel gioco o nel tempo libero.

NON FANNO NOTIZIA

L’esistenza di questi fratelli fugge ambizioni di ogni genere: il loro nome, infatti, non appare scritto a caratteri cubitali in nessuno dei rotocalchi famosi. Al contrario, essi vivono il loro quotidiano con intensità di amore, nella semplicità e nell’umiltà; fedeli ai doveri del proprio stato di vita, custodiscono nella loro interiorità la presenza viva del Signore Gesù, vero tesoro che avvalora e impreziosisce le loro esistenze, rendendole misteriosamente vie di salvezza per la nostra umanità.

Sono papà, mamme, nonni, giovani, donne e uomini non sposati che abitano in mezzo a noi, nelle nostre comunità, tra le nostre vie; sono religiosi e religiose, sacerdoti e missionari, una folla immensa che non si può contare, di ogni ceto, nazione, lingua e cultura, testimone silenziosa, ma coerente e concreta, dell’amore di Cristo.

NON HANNO AUREOLE

Pienamente inseriti nel nostro mondo e nella nostra storia, essi vivono con il cuore e la mente protesi verso l’alto, come per assorbire il segreto di una vita buona, bella e felice per tutti gli uomini, a misura del Vangelo. Santi “feriali”, dunque, senza aureola, con le mani e i piedi sporchi di polvere, le spalle a volte incurvate; santi “nascosti”, immersi nella quotidianità come lievito nella pasta, ma luminosi come la città posta sul monte o come la lucerna sul candelabro; persone “scomode” agli occhi del mondo a causa di “quell’oltre” che riempie la loro vita e dona senso al loro viaggio terreno. “Chi sono costoro?” esclamavano i pagani dinanzi alla cristallina testimonianza dei primi cristiani! “Sono coloro che hanno incontrato e conosciuto l’Amore del Padre nella persona di Gesù e hanno deciso di seguire le sue orme nella semplicità dello scorrere dei loro giorni, perché questo Amore sia conosciuto e amato”.

Che l’esempio di questi nostri fratelli scuota le nostre coscienze, risvegli i nostri cuori assopiti dalla pigrizia e faccia nascere in tutti una sana e santa nostalgia di santità.

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