Conversas: progetti, interessi e idee in viaggio attraverso l’Europa. Da Lisbona a Bergamo

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Nato come «una serie di informali incontri settimanali creata perché potessimo conoscere e discutere in merito a progetti e interessi» (come si legge sulla pagina web dell’evento), Conversas è un fenomeno socio – culturale nato a Lisbona nel 2012: un gruppo eterogeneo di persone per età, lingua, cultura, pensiero, si ritrova e ascolta chi ha da dire qualcosa, un paio di ospiti in genere, i quali, mentre parlano, possono essere interrotti da domande, riflessioni e interventi che danno vita, appunto, alla conversazione. Da Lisbona all’Europa, Italia compresa, fino ad arrivare a Bergamo. «Ho conosciuto Conversas grazie al passaparola di un’amica e sono stato invitato come conversatore. Inizialmente scettico, al termine ho capito che si trattava di qualcosa che stavo cercando, non il consueto evento culturale di Milano a cui si partecipa più per apparenza che per interesse. E così l’ho portato in Italia». Nasce così l’avventura di conversas Martesana, come ci racconta uno degli organizzatori, che continua – «Ogni volta vengono regalate storie, idee, progetti ed emozioni rese uniche dal racconto stesso di chi le pronuncia e che capisci che mai potresti viverle come loro hanno fatto. Tutto questo è arricchente, perché si incontrano nuovi modi di pensare, input per sviluppare ragionamenti, che non si fermano alla conversazione, ma che anche quando torni a casa continuano a interrogarti e, quindi, a farti crescere». «Riesci ad immaginare una scatola, una di quelle semplici, di cartone? Ecco in quella scatola qualcuno prima di te ci ha messo una vecchia foto, un ricordo, qualcosa che vuole condividere e che è in grado di comunicare, di parlare. In quella scatola non sai esattamente cosa c’è, ma è come se capissi che quel qualcosa ti dirà storie e ti darà emozioni» – aggiunge un altro conversatore. Ma come è arrivata a Bergamo? «L’ho conosciuta perché un’amica (ora una delle organizzatrici dell’evento a Bergamo) mi ha proposta di andare a sentire la sua testimonianza a Conversas Martesana. Siccome stavo cercando un modo di stare in mezzo alla gente in maniera attiva e senza impegno economico, ho capito che faceva per me. E così abbiamo creato il gruppo a Bergamo. Anche se siamo cinque, sei organizzatrici, vogliamo che tutti si sentano parte attiva dell’evento. Vorremmo trovare conversatori, volontari o ospiti scelti per l’occasione che si raccontino. Ci piacerebbe per l’autunno che anche a Bergamo si crei un gruppo consolidato, che dia vita ad una forma di Conversas itinerante, così che ogni martedì (giorno in cui si svolge l’evento, all’Ink Club di via Carducci, a Bergamo ovviamente) si possano raggiungere diversi quartieri, soprattutto quelli più multietnici ed eterogenei per popolazione e, perché no, far riconoscere questo gruppo come associazione culturale. Più che un momento, Conversas è uno stile di vita, che non si può capire prima di avervi partecipato, attraverso il quale ci si accorge di essere umanamente uguali agli altri. Sei lì e alla fine dici “Che bello!”, perché Conversas è un tentativo di unione in una società sempre più individualista, è empatia, disponibilità a cambiare idea e aprire mente e cuore».

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