Giacomo Agostini e Stefano Bollani: una coppia di campioni per i cent’anni dei Forni Bendotti

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Il campione Giacomo Agostini è stato l’ospite d’onore alla presentazione delle iniziative per i cent’anni dell’azienda Forni industriali Bendotti, tra amarcord di una fraterna amicizia e anticipazioni sulla mostra “Giacomo Agostini. L’età dell’Oro”, che sarà ospitata all’Accademia Tadini di Lovere, paese di cui Agostini è originario, dal 2 giugno al 3 luglio 2016.
La sede di Confindustria di Bergamo, mercoledì 25 maggio, ha ospitato la conferenza stampa per l’evento dei cent’anni della forni industriali Bendotti, azienda simbolo del territorio e figlia del talento made in Bergamo. Ospite d’onore l’amico di famiglia Giacomo Agostini che ha fatto qualche anticipazione della mostra a lui dedicata per festeggiare il cinquantenario del suo primo premio mondiale conquistato in pista: “Giacomo Agostini. L’età dell’oro”; mentre per l’occasione in Piazza Martiri è stata allestita una sorprendente istallazione, una moto come destriero, contenuta in una teca dalla geometria innovativa.
Un’azienda solida la Forni industriali Bendotti, come è stato ricordato dai cugini Michele e Margherita rispettivamente amministratore unico e amministratore delegato dell’azienda di famiglia. Azienda nata nel 1916 grazie al primo forno disegnato dal bisnonno, e poi fiorita grazie all’innovazione tecnologica e a un attento lavoro di marketing condotto a livello internazionale.
«Adesso ci siamo io e Michele a portare avanti questa grande realtà» conclude Margherita che indirizza al cugino il racconto della passione in comune dei loro padri: «Oltre che essere nostro mito Giacomo è stato un compagno di uscite in moto». «Anche il papà di Michele andava in moto, faceva Regolarità» aggiunge Agostini.
E quel signore che prende parola e snocciola aneddoti in modo spigliato e brillante è il pluricampione del mondo nelle categorie 350 cc e 500 cc.: un Giacomo Agostini in forma smagliante, viso perennemente abbronzato, ancora «da copertina». Apre il bagaglio dei ricordi parlando dell’amicizia che lo lega alla famiglia Bendotti, dai primi viaggi in macchina insieme con altri amici dove forte lo stringeva l’emozione di scoprire i posti dove avrebbe gareggiato; di un momento difficile durante il quale l’azienda si trovava in difficoltà e il padre di Margherita, Tita (lo chiama per soprannome) seguì in America Agostini per proseguire poi in Messico dove contava di riuscire a trovare una commessa di lavoro. «Lui l’inglese lo sapeva a malapena, venne con me, vide la gara e il giorno dopo andò, era un pò triste perché era da solo, e dopo 5 giorni tornò a Lovere con un contratto che ridiede forza all’azienda».
Proseguendo la carrellata dei ricordi,Giacomo racconta in tono scherzoso quando durante la stagione del suo passaggio alla Yamaha, quasi si impossessò del grande piazzale dello stabilimento come garage per alloggiare il reparto corse. I giapponesi rimasero sorpresi e dopo pochi giorni gli offrirono il contratto.
«Lovere si è ricordata di me!» esclama poi parlando della mostra che vuole ricordare i cinquant’anni dalla prima vittoria e ci anticipa: «Ci saranno il mio primo casco, a cui tengo in modo particolare, la prima tuta e una delle ultime; porterò due o tre delle mie moto con le quali ho vinto questi campionati del mondo e poi vedrete una cosa che mi ha molto stupito: un particolare gioco sulle lettere (sette) del mio nome accostate ai sette mondiali vinti in 350, e del cognome (otto lettere) accostate agli otto vinti in 500».
Il campione poi ha lasciato la parola all’architetto Mario Piantelli che ha parlato dell’istallazione «Del valoroso e del suo destriero» che si potrà ammirare in Piazza Martiri per l’occasione. «La questione di base era come rappresentare il destriero che solitamente viene percepito in maniera dinamica» spiega l’architetto, che prosegue descrivendo il progetto: «Abbiamo creato la geometria della teca con delle distorsioni, quindi abbiamo usato dei vetri a estensione differente e queste estensioni ci permettono sia di vedere la moto in maniera distorta sia di poter mettere in luce tutto il contesto, è un’installazione che dialoga con tutto lo spazio dove è inserita , quindi cambia a seconda della luce del giorno, cambia la nostra percezione se ci allontaniamo o ci avviciniamo. È una vera installazione urbana».
Chiudendo c’è tempo per parlare anche di un altro protagonista assoluto: il lago (e qui un ironico Agostini sottolinea il gioco di parole: Lago Ago l’Ago) che come sottolinea l’assessore di Costa Volpino diventa luogo di eventi che diffondono cultura d’impresa,motociclismo e musica. Musica, come le eleganti note di Stefano Bollani che vestiranno l’impresa Bendotti di nuovi suoni durante la calda serata che si svolgerà a Costa Volpino, direttamente nei Capannoni Bendotti, il prossimo 24 giugno. Bollani si esibirà in un concerto che interpreterà i 100 anni della Forni Bendotti attraversando ogni decennio con un brano della canzone italiana. Sfondo speciale del concerto: un forno a carro da 100 tonnellate rigorosamente firmato Bendotti.

Concerto a ingresso libero su prenotazione obbligatoria sul sito www.bendotti.it oppure presso Palazzo Tadini di Lovere a partire dal 2 giugno 2016.

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