Il sogno di Youssef: una nave che vola oltre i muri, i barconi e i buchi neri delle guerre dei grandi

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La caravella disegnata sul muro di calce bianca ha vele enormi che si gonfiano alla brezza del mare, prendendo il volo. “E’ la nave delle scoperte. Me l’hanno raccontato a scuola” spiega Youssef alla sua mamma. Ce l’abbiamo tutti, pensandoci bene, una nave così, nascosta in qualche angolo dell’anima. Per i piccoli è facile salpare, ma i grandi a volte si dimenticano dei sogni. E scordano quanto è importante proteggere quelli dei bambini. Di tutti i bambini.

Ecco perché “Il sogno di Youssef” (Carmelozampa) di Isabella Paglia e Sonia Maria Luce Possentini colpisce come un pugno allo stomaco. Colpisce perché la materia è forte: ci fa tornare alla mente la foto-simbolo del piccolo Aylan disteso sulla spiaggia, ci ricorda quanti come lui vengono raccolti ogni giorno in mare dai soccorritori. Bambini uguali a quelli che ogni giorno, con la cartella sulle spalle, ci salutano scoccando un bacio dal portone prima di andare a scuola.

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Sappiamo ormai che l’esodo in atto verso l’Europa è uno dei grandi segni che stanno facendo la storia di questo secolo ancora giovane.
Lo sappiamo ma chiudiamo gli occhi, perché ne abbiamo timore: lo testimonia il filo spinato che segna le nostre nuove frontiere. Sembriamo immemori, noi cittadini d’Europa, della fatica che si fa a buttarli giù i muri, una volta costruiti. Della violenza che contengono, anche quando sono fatti solo di silenzio.
Cosa c’entra tutto questo con un libro per bambini? Perché è di questo, in effetti, che stiamo parlando. Le librerie sono ormai piene di albi illustrati su questo tema, ce ne sono di belli, di altri vi racconterò. Ma intanto ho scelto questo perché è così delicato, poetico, antiretorico ed è così vero – così privo di ammorbidente e di edulcoranti – che si insinua sottilmente nelle crepe della corazza anestetica che ognuno di noi (adulti), a modo suo, si è costruito per resistere alla cronaca, ai telegiornali, alla propaganda politica. Quella che ci impone di non pensare che sui barconi e nelle tendopoli ci sono tante persone come noi, che hanno dovuto lasciarsi tutto alle spalle e che sono partite piene di speranza e di progetti. E tanti bambini che, come Youssef e Maryam “si arrampicavano felici sugli aranci, annusavano il vento carico di profumi che arrivava dal mare” senza immaginare che un giorno proprio quella distesa di onde, che sotto il sole si riempie di riflessi d’argento, li avrebbe separati per sempre, in modo crudele. Maryam, come Cenerentola, al momento di partire con la sua mamma perde una scarpetta, anzi, una ciabatta. Youssef, che ha il cuore di un principe, la raccoglie e la custodisce per lei finché, volando leggero sulle ali di un sogno, riesce a riportargliela.

 

Dite al vostro cuore di restare intero di fronte a questa storia asciutta, senza una virgola di troppo, con i suoi tocchi leggeri di colore, i suoi cieli soffusi di luce, le notti in cui, nonostante tutto, le stelle brillano ancora. Dite al vostro cuore di resistere, se potete. Io non ci sono riuscita. In queste pagine, però, non ho trovato solo emozione. Isabella Paglia con le sue parole distillate e Sonia Maria Luce Possentini, illustratrice dal segno nitido, forte e originale, riescono a far capire (non solo) ai bambini quanta bellezza c’è nell’amicizia, quanto potere si nasconde nei sogni, quanto coraggio ci vuole per inseguirli al di là dei muri, anche quando sembra impossibile, anche quando bisogna scappare “dai buchi neri delle guerre dei grandi”.

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