L’estate sulle strade della Romania, accanto ai bambini. Un Cre internazionale con l’associazione «L’itinerante»

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Fra le numerose proposte di volontariato estivo che il territorio di Bergamo offre, si colloca anche quella dell’associazione “L’itinerante”: trascorrere una decina di giorni ad inizio agosto nella località di Răcăciuni, Romania moldava. «Questo progetto, e con lui l’associazione, nasce circa quindici anni fa dalla volontà di alcuni giovani di conoscere da vicino il problema dei bambini di strada, problema allora e tuttora non riconosciuto dal governo rumeno. Inizialmente si partiva in pochi, ma con il passare degli anni l’associazione si è fatta conoscere e i volontari sono diventati sempre più numerosi» racconta Elena Ravasio, presidente dell’associazione. L’esperienza che viene offerta ai volontari è quella di realizzare una sorta di Cre Grest con i bambini locali. “Nei primi anni la meta scelta era Baia Mare, una città nel nord della Romania, in cui, appunto, forte era il problema dei bambini di strada. Riuscivamo a coinvolgerne circa duecento, di età compresa fra tre e quattordici anni. Dal 2011 la meta è cambiata, come ho detto prima, e cambiando meta è cambiata la realtà che abbiamo incontrato e affrontato: Răcăciuni è una cittadina di campagna, in cui non ci sono bambini per strada, ma bambini che lavorano nei campi. Se in città, prima, di potevano gestire le attività dividendole tra mattina e pomeriggio, ora, invece, vengono concentrate nel pomeriggio, aspettando che i bambini tornino dal lavoro nei campi. La risposta è sempre buona, attorno ai centocinquanta o duecento bambini”. Rispetto alla logistica Elena aggiunge che il gruppo dei volontari è ospitato dalla casa della fondazione Don Calabria, nella quale durante l’anno sono ospitati adolescenti che vivendo vicino alla scuola possono frequentarla e, rimanendo durante l’estate, creano insieme ai volontari italiani questo Cre internazionale. Prima di partire l’associazione organizza degli incontri di formazione durante i quali chi è precedentemente stato in Romania o esperti o appassionati del Paese parlano agli aspiranti volontari. «La formazione non è obbligatoria ma caldamente consigliata – continua Elena – anzitutto per conoscere la terra che ci accoglierà, ma soprattutto per conoscere il gruppo». Ma oltre al fare, c’è l’esserci, quello che muove ogni anno nuovi giovani a partire. «Io sono partita cinque volte – dice Elena – e ogni anno mi chiedo se ne valga la pena. La risposta è sempre sì, perché si sono creati legami, perché Răcăciuni è una seconda casa e tanta è la voglia di rivedere i nostri bambini, perché loro ti aspettano e non puoi deluderli». E la lingua? Elena assicura che non è un problema, perché con i bambini è facile comunicare a gesti, qualcuno di noi nel corso degli anni ha imparato un rumeno elementare, così come alcuni di loro un po’ di italiano, o l’inglese rubato a qualche serie televisiva. Ma come si parte? Su un pullmino, on the road, senza possedere chissà quali talenti o qualità, ma ognuno mettendosi in gioco, per ciò che è. E conclude «Anche se sembra una frase fatta, si riceve davvero molto più di quanto si dia». In bocca al lupo a L’itinerante e che ci siano tanti volontari al vostro ultimo incontro giovedì 26 maggio, ore 21, alla palestra di Azzano.

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