L’inenarrabile amore della Trinità, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo

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Immagine: La Trinità di Rublev

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: “Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. 
Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future” (vedi Vangelo di Giovanni 16, 12- 15. Per leggere i testi liturgici di domenica 22 maggio, solennità della Santissima Trinità, clicca qui).

GESÙ, IL PADRE, LO SPIRITO

Gesù sta salutando i suoi: siamo ancora nei “discorsi di addio” durante l’ultima cena. I discepoli, dice Gesù, non sono ancora in grado di “comprendere” tutte le verità che egli vuole comunicare loro. È necessario che scenda su di loro lo Spirito. Lo Spirito è il rivelatore di Dio e del suo amore per gli uomini, come Gesù, ma l’oggetto della rivelazione dello Spirito diventa Gesù stesso. La comunità, a partire dall’esaltazione di Gesù, comprenderà sempre di più ciò che Gesù le ha detto, grazie precisamente alla guida dello Spirito Santo il quale non farà altro che continuare il messaggio di Gesù e annunciare l’amore di Dio che tutta la vita del Signore ha manifestato agli uomini. Accogliere lo Spirito, dunque, vuol dire accogliere ciò che egli dice, che altro non è che il messaggio di Gesù stesso e accogliere l’amore del Padre che nella vita di Gesù si manifesta e che lo Spirito continua a comunicare.

La gloria e l’amore sono poi in comune con il Padre. Sicché tutta la “circolazione” amorosa trinitaria viene proposta da Gesù come “testamento spirituale” che egli lascia ai suoi.

IL MISTERO DELLA TRINITÀ

Proviamo a “raccontare” il mistero inenarrabile di questa festa. I discepoli fanno l’esperienza di Gesù. Gesù parla a Dio e lo chiama “Abbà”. Poi Gesù lascia questa storia, dove vive con i suoi e dice che lo Spirito Santo scenderà sui discepoli e donerà loro la sua gloria e l’amore del Padre. La Trinità, dunque, la si ritrova “alla fine” di un processo, di un evento. L’unico Dio è Padre, Figlio, Spirito perché così lo sperimentano coloro che credono.

DAL FACCIA A FACCIA DELLA COPPIA, ALL’AMORE DONATO AL “TERZO”

Noi oggi parliamo molto del dialogo e pensiamo che tutto si risolva dialogando. Ma vediamo che spesso, molto spesso, il dialogo è uno scontro, un interminabile faccia a faccia. Vediamo le discussioni politiche. Il dialogo è una possibilità ma porta con sé il rischio che i due che si confrontano si fermino a un dare-avere tra di loro. Il dialogo diventa fruttuoso quando i due scoprono che devono dare, tutti e due, qualche cosa a un terzo. L’ideale più vero dei rapporti tra gli uomini è trinitario. Per questo l’amore “alto” non è tanto la coppia, quanto la famiglia, dove il faccia a faccia, bello ma talvolta rischioso della coppia, si apre all’altro.

La Trinità, dunque, è oltre il faccia a faccia, e proprio perché ha superato il duetto dell’io-tu, erompe, deborda, se così si può dire, al di fuori di se stessa e ama tutti. L’incarnazione è già dentro la “logica” della Trinità.

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