Lucetta Scaraffia e il nuovo inserto al femminile dell’Osservatore Romano: “E’ tempo di fare più spazio alle donne nella Chiesa”

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«Maria ed Elisabetta sono entrambe capaci di vedere il significato vero e profondo degli eventi che stanno vivendo, di scorgere il divino anche quando è ancora celato. E lo fanno prima degli uomini, prima dei sacerdoti e dei sapienti. Per questo la Visitazione è l’icona del nostro progetto: donne che portano alla luce, alla conoscenza del mondo, ciò che altre donne hanno da dire o che nel passato hanno detto e scritto, che fanno o hanno fatto. Donne desiderose di conoscersi, di ascoltarsi e di venire in aiuto. Ma anche icona dello sguardo specifico delle donne sul sacro» afferma Lucetta Scaraffia, editorialista de Il Messaggero e dell’Osservatore Romano. Chiarisce così il significato del messaggio del quale si fa portatore il mensile “Donne, Chiesa, mondo”, l’inserto femminile dell’Osservatore Romano che la storica e giornalista Scaraffia, professore associato di Storia contemporanea presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza, coordina da quattro anni.

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La grande novità è che il mensile, che contiene approfondimenti sulle principali questioni legate al ruolo delle donne nella Chiesa, composto da una redazione tutta al femminile, interreligiosa e internazionale (Lucetta Scaraffia, Giulia Galeotti, Catherine Aubin, Anna Foa, Rita Mboshu Kongo e Silvina Pérez), si presenta rinnovato con una veste grafica e un potenziamento di pagine, da quattro a quaranta, tutte a colori. Quello di “Donne, Chiesa, mondo” è uno sguardo necessariamente diverso da quello degli uomini, e proprio per questo necessario, ma così spesso emarginato e dimenticato.

Allora «noi vogliamo farlo conoscere e diffonderlo nel mondo. Il nostro mensile trova il suo alimento proprio in quella rivoluzione intellettuale che le donne hanno operato nella cultura cattolica a cominciare dal secolo scorso, e che si è intensificata nei decenni del dopo Concilio, quando le donne hanno avuto finalmente accesso agli studi teologici», chiarisce Scaraffia. A tal proposito nel 1965 Paolo VI chiudendo i lavori del Concilio ecumenico Vaticano II in un messaggio rivolto alle donne così scrisse: “Viene l’ora, l’ora è venuta, in cui la vocazione della donna si completa in pienezza, l’ora in cui la donna acquista nella società un’influenza, un irradiamento, un potere finora mai raggiunto”.

Una profezia quella di Papa Montini? «Dobbiamo ricordare che Montini è stato anche il Papa che ha nominato le prime donne dottore della Chiesa, riconoscimento molto importante, perché significa che le donne hanno contribuito, con gli uomini, alla costruzione della tradizione cristiana. Inoltre Montini ha appoggiato il movimento dei focolari, visto con sospetto dalla curia e dalla conferenza episcopale, perché fondato da una donna e gestito da un gruppo di giovani donne», precisa Lucetta Scaraffia, nata a Torino.

Alcune novità del mensile, presentato dal Segretario di Stato Piero Parolin assieme a monsignor Dario Edoardo Viganò, Prefetto per la Segreteria per la comunicazione, tiratura ventimila copie, uscita ogni due di ogni mese e rilanciato in sette lingue sul sito della Santa Sede per raggiungere un pubblico più possibile vasto, sono due rubriche curate dalle sorelle del monastero di Bose, la prima è una rubrica di meditazione sulle Sacre Scritture, la seconda rubrica è dedicata all’Arte al femminile.

È appena uscito il breve saggio “Dall’ultimo banco” (Marsilio 2016) nel quale la coordinatrice di “Donne, Chiesa, mondo” racconta la sua presenza al Sinodo dei vescovi sulla famiglia che si è svolto in Vaticano dal 4 al 25 ottobre 2015. Invitata come uditrice, «seduta proprio all’ultimo banco della grande aula del sinodo, ho potuto ascoltare e anche dire la mia, seppure io ritenga che la Chiesa possa fare molto di più per considerare e valorizzare noi donne».

“La Chiesa non può pensare il futuro, perché sono le donne che la tengono in piedi e non accettano più di servire senza essere ascoltate”, scrive l’autrice nel testo, infatti moltissimo resta ancora da fare. Un segnale di speranza viene dalle significative parole di Papa Francesco: “La Chiesa ha bisogno anche del punto di vista delle donne, affinché lo Spirito possa creare. Una Chiesa senza le donne, infatti, è come il collegio apostolico senza Maria”. Al termine del nostro dialogo Lucetta Scaraffia auspica che «il pontificato di Papa Francesco riuscirà a valorizzare e a dare più spazio alla presenza femminile, del resto Bergoglio ha molto insistito su questo punto».

 

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