Rumoroso silenzio: Teatro Nuovo Bergamo in scena a Treviglio aiuta l’associazione Atena

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L’avventura di “ Rumoroso silenzio ”, lo spettacolo teatrale scritto e diretto da Luca Andreini e messo in scena da TNB – Teatro Nuovo Bergamo – per questa stagione si chiude con l’ultima data martedì 24 maggio, alle ore 21, al Teatro Nuovo di Treviglio. Il successo del testo, che racconta la storia dell’esodo istriano, giuliano e dalmata dopo la seconda guerra mondiale, è andato oltre le aspettative del suo autore: «Il nostro tour di lancio, partito lo scorso 12 febbraio da Seriate» spiega Luca «all’inizio prevedeva tre date, invece ne abbiamo fatte 7, di cui 4 con il tutto esaurito». La storia di Ferdinando e Norma, i due ragazzi innamorati che devono decidere come sopravvivere in tempi così difficili, ha girato i teatri anche di altre città italiane: Monza e Trieste. Per ognuna Luca ha un ricordo speciale: «A Monza abbiamo ricevuto la prima standing ovation, a Trieste – che ospita i luoghi in cui la vicenda e ambientata – in platea sono spuntate bandiere dell’Istria e della Dalmazia e ci siamo resi conto di aver fatto qualcosa di grande». Fortunatamente, con il passare del tempo sono finiti anche gli episodi spiacevoli che avevano caratterizzato la fase di preparazione dello spettacolo: «Dopo la terza data abbiamo scelto di allentare le misure di sorveglianza» chiarisce il regista, che guida la compagnia con l’età media più bassa in Italia. E i coetanei e le giovani generazioni sembrano essere, sempre di più, il futuro di “Rumoroso silenzio”. Prima di tutto, nella finalità benefica della data del 24: il ricavato, infatti, sarà devoluto all’Associazione Genitori Atena, impegnata da anni contro le dipendenze, soprattutto giovanili. Poi, dopo l’estate, si ripartirà per altre date: «Per ora sono confermate a Sanremo, Roma, Gorizia, Padova e Verona». E poi, molto probabilmente, si tornerà a Bergamo per il 10 febbraio 2017, in occasione appunto del Giorno del Ricordo che commemora il dramma delle foibe e dell’esodo forzato degli italiani da Fiume, Zara e le altre terre istriane. Quel che è sicuro, invece, è che si punterà a inserire stabilmente il testo nel “teatro per ragazzi”, collaborando sempre più con le scuole perché, come dice Luca, «ormai i sopravvissuti sono sempre meno o anziani, invece è importante far sapere cosa è successo».

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