Anche i Jeans possono essere «sostenibili». Moda ecologica, equa e Made in Italy

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“Par.Co Denim” è un brand di jeans, un negozio in via Borgo Santa Caterina a Bergamo ma soprattutto… Un’amicizia! Matteo, Giada, Diego e Laura sono quattro giovani trentenni che hanno deciso di intraprendere insieme un progetto lavorativo nel campo della moda sostenibile “Made in Italy”, producendo jeans da cotone biologico e vendendo capi realizzati da artigiani locali e stilisti emergenti impegnati nel recupero di persone in difficoltà.

LA STORIA: UN NEGOZIO “COME UNA VOLTA”

Tutto ha inizio nel 2012 quando Matteo, impiegato nel campo dell’import-export di tessuti nella bergamasca ed avendo molti contatti nel settore, decide di proporre l’idea alla fidanzata Giada, e alla coppia di amici Diego e Laura. Poco dopo i quattro decidono di mettersi in gioco ognuno con le proprie competenze creando una società e studiando i modelli di jeans che avrebbero potuto commercializzare. «Prima non avevamo un luogo fisico dove vendere i jeans, ci siamo concentrati sul modo di realizzarli e abbiamo adottato una strategia di semplice vendita online ma poi ci siamo resi conto che per i clienti era utile avere un posto dove provarli ed abbiamo aperto una vetrina. Per chi acquista online diamo comunque un reso gratuito nel caso non vada bene la taglia» spiega Laura. La prima cosa che colpisce, entrando in negozio, è il contatto intimo, personale e alla mano con il cliente, fattore non scontato in un’epoca come la nostra in cui la massa si concentra nelle grandi catene di abbigliamento e nei centri commerciali. Giada si dedica alla sua professione con semplicità e passione. Seguendo eventi di moda ha acquisito un lessico appropriato e fresco, che dona pregio alla sua naturale simpatia. In un momento in cui sembra che l’essere umano si sia scordato che lo spirito si rigenera anche nella bellezza e che l’estetica applicata alla persona aumenta l’autostima delle persone e l’amore verso se stesse, “Par.Co Denim” ravviva il rapporto con un Altro capace di apprezzarci nella nostra unicità. È infatti risaputo che ogni indumento veste ciascuna persona in modo diverso, e non a tutti può star bene, come ci insegnano i recenti fenomeni di moda per donne incinta o per le ‘curvy’. “Vestire gli ignudi” diventa perciò non solo un imperativo per soddisfare un bisogno fisico ma anche immateriale: la cura per se stessi.

IL PRODOTTO: UN JEANS ECO ED EQUO

La particolarità di questi jeans rispetto agli altri marchi è che possiedono la certificazione “GOTS”, che garantisce l’assenza dell’uso di pesticidi nella coltivazione del cotone. «Questi jeans sono totalmente Made in Italy a parte il cotone, che importiamo dal Giappone, perché in Italia questa materia prima non cresce. Se no avremmo preso anche quello dal nostro territorio» continua. La ri-localizzazione, il rispetto dell’ambiente e la cura della persona sembrano essere cifra distintiva di Par.Co. Denim. Infatti per realizzare un jeans occorrono quattro fasi, ognuna svolta nella maniera più sostenibile possibile: la tessitura, ossia la realizzazione del tessuto dalla materia prima; la confezione, cioè il taglio dei tessuti nelle varie forme necessarie per i modelli e il relativo assemblaggio; il lavaggio ed infine la stireria. Laura: «La prima fase avviene in una ditta in Veneto, dove abbiamo fatto un sopralluogo. La confezione si svolge nella bassa bergamasca, a Mozzanica. Cerchiamo di richiederla sempre nel periodo dell’anno in cui sappiamo che hanno meno lavoro e magari in assenza di ordini sono costretti a mandare in cassa integrazione alcuni dipendenti. Per quanto riguarda il lavaggio lo facciamo fare in una lavanderia a Martinengo, come la stireria». L’ultima fase di lavorazione del prodotto non consiste solo nella stiratura del jeans ma anche nella creazione degli effetti che rendono ogni modello originale. Spesso i marchi più famosi non tengono conto della salute dei propri dipendenti, per esempio quando lavorano maneggiando prodotti tossici come l’ammoniaca ed esalando le sue emanazioni per togliere colore e creare un effetto ‘slavato’. I ragazzi di «Par.Co Denim» hanno pensato anche a questo e Laura mi svela alcuni di queste misteriose tecniche ad appannaggio di pochi: «L’effetto ‘slavato’ è realizzato con dei gusci di frutta in frantumi sparati sul tessuto mediante aria compressa, mentre per creare strie orizzontali sulle tasche davanti si usa uno speciale laser. L’effetto ‘3D’, in cui il jeans ha delle pieghe permanenti, si ottiene mediante una resina apposita che pinza il jeans per un determinato periodo di tempo».

LA VENDITA E LA PROMOZIONE ETICA

Per ora i modelli sono 3 per l’uomo e 3 per la donna, con il nuovo ‘a zampa di elefante’ che precorre la moda e verrà messo in vendita tra due stagioni. Inoltre di recente si è deciso di eliminare parti animali come il cuoio per il pubblico “veg”. La vendita avviene anche in altri negozi, soprattutto ‘di ricerca’ ossia specifici di jeans, perché il prodotto è uno dei primi di questo tipo, oppure in negozi di abbigliamento ecologico, anche all’estero in città come Amsterdam, Berlino, Copenhagen e Zurigo (http://www.parcofashion.eu). L’anno scorso “Par.Co Denim” ha partecipato ad eventi e fiere come “Fa’ la cosa giusta”, il “Festival dell’Ambiente”, “Factory Market” e a fine maggio a “Per filo e per sogno”, il che ha permesso di aumentare la visibilità del marchio.
“Par.Co Denim” è un ‘green concept store’. Ciò attraversa ogni aspetto del progetto: dall’arredo realizzato dalla cooperativa per disabili “Palm Design” di Reggio Emilia, che utilizza materiali riciclati o ecologici, all’utilizzo di carta riciclata per gli scontrini e della luce a led per l’illuminazione del negozio.
Ma forse non è tutto qui: entrando ci si imbatte in una sedia, che promuove il lavoro de “L’isola del tesoro”, centro diurno che organizza laboratori artigianali per disabili, fra i vestiti compare il marchio “Progetto Quid” di Verona, dove vengono coinvolte donne con un passato di fragilità. L’etica sembra trasparire da ogni dettaglio.

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