C’è un tempo per l’integrazione: i corti più belli e i vincitori sabato in scena a Sarnico

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Quest’anno “C’è un tempo per… l’integrazione” taglia il traguardo significativo della decima edizione come “Festival di cortometraggi”.
Il tema proposto invitava i video/filmmaker ad affrontare il tema dell’integrazione tra persone, famiglie, popolazioni di diversa appartenenza culturale e provenienza nazionale.
30 sono le opere cinematografiche della durata massima di 20 minuti (quest’anno provenienti anche da Brasile e Argentina!) che si sono iscritte per contendersi i premi in palio: la targa-orologio “C’è un tempo per…” con € 1.000 per il 1° classificato della sezione “Nazionale-internazionale” e con euro 500 per il 1° classificato della sezione “Scuola”. La proiezione delle opere selezionate e le premiazioni sono in programma nella serata finale del Festival, prevista per sabato 11 giugno 2016 alle 21.15 nell’apposito allestimento all’aperto realizzato a cura della Pro Loco di Sarnico nella suggestiva piazza Besenzoni sul lungolago di Sarnico (o nell’Auditorium Comunale, in caso di maltempo).
Nei giorni scorsi all’Oratorio di Sarnico il festival è iniziato con una serata celebrativa di questo traguardo realizzata con la proiezione di una selezione delle migliori opere passate in concorso nelle precedenti edizioni, con presentazione e commento a cura di alcune realtà locali. Questa attenzione al tempo “speciale” che si sta vivendo non è l’unica. La scelta del film – lungometraggio da abbinare a “C’è un tempo per… l’integrazione” sollecitata dalla coop. Ruah (impegnata nelle celebrazioni del proprio 25° anniversario di attività dedicate all’accoglienza) è andata sul vincitore dell’Orso d’Oro all’ultimo Festival di Berlino: FUOCOAMMARE, di Gianfranco Rosi, proiettato oggi, 7 giugno, alle 21 al Cinema Conca Verde di Longuelo. Sono tempi questi “intasati” da parole e immagini che cercano di narrare il dramma dei nuovi importanti flussi migratori e dell’impatto che questi hanno non solo sulle frontiere, ma anche sulle politiche, sulle culture e sulla morale dei paesi di transito o di destinazione. Proprio per questo ad anticipare le immagini del film sono stati invitati due testimoni privilegiati di questa fase storica: don Mimmo Zambito, parroco di Lampedusa, e Germano Garatto, coordinatore del progetto educativo “Il Viaggio della Vita”, promosso a Lampedusa dalla Fondazione Migrantes (il 7 alle 18 sempre al Conca Verde). Come le immagini raccontano le migrazioni e l’integrazione sarà il focus della masterclass affidata a Beppe Manzi, uomo di cinema che a Bergamo ha più volte messo la sua
professionalità a disposizione di questa causa. L’appuntamento in programma al Maite di Città Alta (nell’ex carcere di via Sant’Agata) mercoledì 8 giugno alle 18 sarà infatti l’occasione per conoscere un po’ più da vicino il nuovo progetto “STORIE IN PAUSA” affidatogli dalla Caritas diocesana bergamasca. Altro tempo a cui il Festival ha provato a dare attenzione è quello del mese sacro di Ramadan, organizzando una proiezione speciale per la comunità maghrebina-musulmana in programma presso l’Oratorio di Villongo san Filastro venerdì 10 giugno alle ore 21. Orario in cui si approssima il rituale della rottura del digiuno, che avverrà con un iftar condiviso, al quale seguirà la proiezione di un film suggerito dal Festival PRIMED (“Premio Internazionale del Documentario e del Reportage Mediterraneo” di Marsiglia, con il quale è stata avviata una collaborazione che si auspica sempre più proficua): PATIENCE, PATIENCE, T’IRAS AU PARADIS, della regista Hadja Lahbib, nata in Belgio da genitori lì immigrati dall’Algeria. Doppia appartenenza (franco-marocchina) era caratteristica anche di un’altra donna impegnata nell’arte dell’immagine, Leila Alaoui, tragicamente deceduta a gennaio nell’attentato compiuto da Al Qaeda ad Ouagadougou, in Burkina Faso. Il Festival è il frutto del lavoro di un comitato organizzatore promosso dalla Comunità Montana Laghi Bergamaschi (Ambito Basso Sebino), composto da molteplice realtà coordinate dalla Coop. Interculturando.

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