The Floating Piers: code, caldo, e qualche euro di troppo. Ma per camminare sulle acque questo e altro

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Incuriosite da «The Floating Piers», mia mamma ed io decidiamo di andare a vedere di persona l’opera di Christo che fino al 3 luglio resterà sul lago di Iseo. Partiamo da casa verso le 10, alle 11 arriviamo a Marone, dove decidiamo di prendere il bus navetta per raggiungere la famosa passerella. Eravamo preoccupate per i parcheggi, ma quelli riusciamo a trovarli (al campo sportivo comunale), ovviamente a pagamento: “Quanto costa il biglietto?” “15 euro per tutto il giorno” “15 euro?” “Purtroppo non decidiamo noi il prezzo”. Paghiamo e parcheggiamo la macchina, indirizzandoci verso la fermata del bus navetta. C’è un gazebo per poter stare all’ombra, nell’attesa che il mezzo arrivi. Le sedie posizionate (quattro) sono poche rispetto alle persone che attendono. Per fortuna il nostro mezzo di trasporto arriva subito, i biglietti si comprano sul pullman: 2.50 euro a persona, solo andata. Fa davvero caldo, l’aria condizionata funge poco e comunque c’è troppa gente, tutti i posti a sedere sono occupati e i corridoi del pullman riempiti finché non c’è più posto, a tal punto che a un certo punto un signore grida: “Allora, partiamo, o accendete l’aria condizionata che qui si muore di caldo!”. Partiamo, la gente inizia a chiacchierare e a scattare foto appena il lago e la passerella appaiono all’orizzonte, c’è anche chi commenta perplesso, a proposito dei prezzi: “In due settimane guadagnano quello che non hanno guadagnato durante l’anno”. Arriviamo a destinazione, la fila per accedere è lunga, e per di più sotto al sole cocente. Devo andare alla toilette, seguo il cartello, è a pagamento pure quello: 0.50 centesimi, se non si ha moneta vi è un’addetta che effettua il cambio. Ritorno all’ingresso, fortunatamente per noi la coda è evitata: essendo in dolce attesa mi lasciano passare prima con la mia accompagnatrice. Dentro, un’altra fila: anche lì abbiamo la precedenza facendo presente il mio stato interessante. Qualche passo nelle stradine, camminando sul telo giallo che ricopre la stessa passerella e finalmente appare ai nostri occhi: all’inizio la sensazione è quella di instabilità, si sente di essere sul lago, ma qualche passo più avanti e già questa sensazione svanisce. Tolgo i sandali e passeggio a piedi scalzi, anche se fermarsi è quasi impossibile, sembra di camminare sulla sabbia rovente. Il caldo non mi permette di godermi appieno questa esperienza. Le persone si fermano per scattare delle foto ricordo, qualcuno si avvicina troppo al bordo e viene richiamato dai tanti volontari presenti. La sensazione che ho è strana, da una parte una leggera delusione, mi aspettavo qualcosa di più, dall’altra mi fermo un attimo e penso che in fondo sto camminando sul lago, se non fosse per la passerella non potrei godermi quella particolare visuale. Camminiamo ancora un po’, fa troppo caldo, non arriviamo a Montisola, scattiamo qualche foto ricordo e torniamo indietro. Per fortuna almeno non c’è troppa gente, ci si riesce a muovere bene e a respirare: temevamo il peggio. A fine giornata, facciamo i calcoli: 15 euro parcheggio + 10 euro bus navetta + 6 euro pranzo (panini che abbiamo comprato in un paesino poco prima di arrivare lì) + 4 euro granita (per rinfrescarci dal caldo) + 0.50 euro il bagno, totale: 35.5. Bella ad ogni modo l’idea di camminare sul lago, di essere in mezzo al lago dove normalmente uno non potrebbe essere se non ci fosse passerella. Lascia un po’ a desiderare il discorso prezzi – il biglietto del parcheggio poteva essere diviso per mezza giornata o una giornata; bus navetta caruccio e anche alcuni esercenti se ne approfittano – e l’organizzazione (mezz’ora per aspettare la navetta al ritorno, riempita fino all’inverosimile) anche se notevole lo dispiegamento dei volontari presenti.

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