Il perdono e la misericordia che non ti aspetti

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In quel tempo, uno dei farisei invitò Gesù a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo (vedi Vangelo di Luca 7, 36-8, 3. Per leggere i testi liturgici di domenica 12 giugno, undicesima del Tempo Ordinario, clicca qui)

A UN PRANZO PER SOLI UOMINI ARRIVA UNA PROSTITUTA

Gesù è invitato a pranzo da un fariseo. Il fariseo è l’ebreo che osserva le leggi, che fa il digiuno, che frequenta il tempio: è il buon ebreo per eccellenza. I commensali non sono seduti come si usa fare oggi ma, trattandosi di un pranzo di una certa solennità, sono sdraiati su un sedile-divano che gira attorno a un tavolo che ha la forma di un ferro di cavallo. Gli invitati sono tutti maschi: le donne non sono ammesse ai pranzi comuni. Mentre stanno mangiando arriva una donna ed entra nella sala da pranzo dove non dovrebbe entrare. Per di più si tratta di una prostituta notoria. Ha in mano un vaso di olio profumato, si rannicchia vicino a Gesù, piange e versa l’olio profumato sui piedi del Signore che è steso al tavolo.

IL BUON FARISEO SI SCADALIZZA

A questo punto il fariseo che lo ha invitato si scandalizza. Egli sa che sono due le categorie di persone che sono irrimediabilmente peccatrici: le donne di strada e i gabellieri, quelli che riscuotono le tasse dalla gente per versarle ai romani, gli occupanti stranieri e pagani. Egli, da buon fariseo, sa che i buoni, tra i quali si trova lui e lo stesso Gesù, devono evitare i cattivi e curare attentamente di non mischiarsi con loro. E, invece, in questo momento, Gesù accetta l’omaggio di questa donna di strada: lui, buono, accetta l’omaggio di una prostituta. Scandalo. Tanto più che tutti dicono che Gesù è un profeta e il profeta deve essere capace di leggere nel cuore della gente che incontra.

IL PROFETA CHE LEGGE I  CUORI

Il fariseo sta rimuginando tutto questo dentro di lui. A un certo punto Gesù gli parla e usa la tecnica in cui è maestro: racconta una breve parabola, di fronte alla quale è necessario prendere posizione. Uno ha un piccolo debito: meno di due mensilità e gli viene condonato. Un altro ha invece un grosso debito: gli stipendi di quasi due anni; e gli viene condonato. Chi dei due sarà più riconoscente? Ovvio: chi ha ricevuto di più. Il fariseo è perfettamente d’accordo. Allora Gesù usa questa verità ovvia contro lo stesso fariseo. Dunque la donna ha peccato molto. Sentendosi perdonata adesso piange per la gioia di essere perdonata. Lei ama molto perché molto le è stato perdonato. Tu fariseo, invece, ti senti buono, giusto: fai le tue elemosine, i tuoi digiuni, tutto è perfetto, tutto è a posto nella tua vita. Non pensi di ricevere qualcosa perché sei convinto di essere, al contrario, uno che dà molto. Così, convinto di aver ricevuto poco, dài poco.

FARISEI DI ALLORA, FARISEI DI OGGI

Inoltre il fatto evangelico ci ricorda che la verità ultima sta in ciò che fa Dio, non in ciò che facciamo noi. Ci sono farisei “di destra” che pensano come il fariseo evangelico di essere buoni perché vanno in chiesa. E ci sono farisei “di sinistra” che pensano di essere buoni perché non vanno in chiesa. Tutti e due sono farisei perché tutti e due pensano molto di più alla loro bontà che a quella di Dio. Dobbiamo ricordarcelo: un fariseo sonnecchia nel cuore di ogni cristiano.

E poi: che strana bellezza nelle lacrime e nel profumo della donna. Le lacrime sono la sua vita, piena di peccati, di sbandamenti, di dolore per quei peccati. Il profumo è l’omaggio al Signore che l’ha perdonata. Anche noi dobbiamo portare davanti a Gesù le nostre lacrime e il nostro profumo. Quanti peccati nella mia vita! Ma quale gioia, il potertelo dire e il sentirsi perdonati.

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