Kama, un bambino al lavoro in una fabbrica di mattoni. Ma sogna una finale in Champions League

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Nel mondo sono più di 150 milioni i bambini intrappolati in impieghi che mettono a rischio la loro salute mentale e fisica e li condannano ad una vita senza svago né istruzione.
È un fenomeno allarmante quello del lavoro minorile, concentrato soprattutto nelle aree più povere del pianeta, in quanto risultato della povertà, che contribuisce anche a riprodurre. Tuttavia, non mancano casi di bambini lavoratori anche nelle aree marginali del Nord del mondo. Secondo i dati, nel mondo 74 milioni di bambini sono impiegati in varie forme di lavoro rischioso, come attività in miniera, a contatto con sostanze chimiche e pesticidi agricoli o con macchinari pericolosi. È il caso dei bambini impiegati nelle miniere in Cambogia, nelle piantagioni di tè nello Zimbabwe, o che fabbricano bracciali di vetro in India. Tra le peggiori forme di lavoro minorile rientra anche il lavoro di strada, ovvero l’impiego di tutti qui bambini che, visibili nelle metropoli asiatiche, latino-americane e africane, cercano di sopravvivere raccogliendo rifiuti da riciclare o vendendo cibo e bevande. Se le varie tipologie di lavoro minorile possono essere in qualche modo quantificate, una più di altre è caratterizzata dall’invisibilità e sfugge a una valutazione statistica: si tratta del lavoro domestico e familiare, in cui sono impiegate soprattutto le bambine. Che si tratti di lavoro in casa di altri o propria, per le bambine esso diventa spesso una vera e propria forma di schiavitù, che le costringe a vivere nell’incubo della violenza e dell’abuso.
Proprio nei giorni della disputa degli Europei di calcio, l’ong Cesvi lancia il video ‘El Goleador’. Il video racconta la storia di Kama, piccolo lavoratore di una fabbrica di mattoni indiana, che sogna di giocare una finale di Champions League.
Kama, il giovanissimo protagonista del video realizzato dal regista Franco Franchini per Cesvi, è un fan del gioco del calcio. Costretto a lavorare in una fabbrica di mattoni tutti i giorni, il piccolo si addormenta sul furgone del caporale che lo sta conducendo al lavoro e immagina di giocare una finale di Champions League. Il video è ambientato nella fabbrica di mattoni in cui Kama lavora, nella periferia di Chennai, nella regione indiana del Tamil Nadu. Sono tante le fabbriche che impiegano come manodopera migranti stagionali, anche minorenni, principalmente provenienti dal Sud del Tamil Nadu. Accampati in baracche di fortuna, intere famiglie lavorano durante la notte per guadagnare circa 400 rupie, poco più di 5 euro, ogni 200 mattoni prodotti. “Da anni lavoriamo in questi contesti per bandire l’utilizzo di manodopera minorile- spiega Giangi Milesi, presidente Cesvi -Per questo motivo sono nati i ‘Day Care Center’, luoghi che ospitano i bambini delle famiglie di lavoratori migranti: qui i bambini ricevono pasti, istruzione e cure mediche”. Nel video Kama si esibisce in mille prodezze immaginando di scartare grandi avversari che altro non sono che i detriti e le immondizie del posto in cui lavora. La voce è di Bruno Pizzul, storico telecronista sportivo italiano, che commenta l’azione di Kama, solo davanti alla porta difesa dal portiere. “Kama era solo anche nella vita reale- spiega Giangi Milesi -abbandonato al suo destino di bambino lavoratore, finché non ha incontrato gli operatori della Casa del Sorriso. Da allora la sua vita è cambiata e il suo futuro, finalmente, è pieno di speranza”.

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