Stezzano: non è facile tenere sempre aperto. I volontari diminuiscono, il parroco fa anche il missionario

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Quella di Stezzano è una comunità molto vasta, di oltre 13mila abitanti, con bisogni e necessità variegate. Il parroco è don Mauro Arizzi, che ha dichiarato di aver apprezzato le parole del Santo Padre sul tema dell’accessibilità delle parrocchie: in quella del popoloso comune dell’hinterland chi bussa (o chiama) trova sempre qualcuno disposto ad ascoltare.
“Condivido il senso della provocazione di Papa Francesco, ma bisogna soppesare bene le cose e declinarle rispetto alla realtà locale- ha spiegato lo stesso don Mauro Arizzi- se sto continuamente in casa rischio di incontrare sempre le stesse persone, quelle più vicine: in realtà devo andare dalle famiglie per le benedizioni, incontrare la gente, in un’ottica di evangelizzazione di strada. Si parla molto di uscire, di andare verso le persone: ebbene, noi applichiamo già questo concetto, ma non posso fare anche da “ufficiale” in parrocchia. E non sempre si può contare sulla disponibilità dei volontari laici, che peraltro sono sempre di meno”. La casa parrocchiale del comune dell’hinterland può dunque contare sull’apporto di due preti, un seminarista, una segretaria e cinque volontari laici. I problemi però non mancano, a partire dagli impegni sempre più fitti e, talvolta, dalla mancanza di “tatto” delle persone, che non riconoscono pienamente il valore della disponibilità di sacerdoti e volontari.“La nostra segreteria parrocchiale è aperta tutti i giorni, dalle 8 alle 12.30 e dalle 14 alle 18, anche il sabato- ha aggiunto don Mauro Arizzi- qualcuno che risponde al telefono c’è sempre, per ogni necessità: la nostra disponibilità è praticamente 24 ore su 24 e cerchiamo di fare tutto il possibile. E forse siamo fin troppo disponibili. Talvolta bisognerebbe, infatti, educare la gente a distinguere la gerarchia dei bisogni, invece spesso accade che le persone pretendano, come se tutto sia dovuto. Il rispetto è fondamentale, ma spesso viene a mancare».

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