Verità e carità. Il Vangelo visto da destra e visto da sinistra. Con il rischio che non sia più Vangelo

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Immagine: l’episodio di Gesù e la donna adultera, capitolo 8 del vangelo di Giovanni

DEDICA AI CRITICI DEL PAPA

Non pochi cattolici, tra i quali anche alcuni nostri lettori, ce l’hanno con il Papa, perché egli starebbe addirittura tradendo la fede cristiana. A far loro difficoltà sono in particolare l’insistenza di Francesco sul tema della misericordia e certi suoi atteggiamenti connessi.

A mio avviso, questi nostri amici si comportano come i mezzi di comunicazione sociale, che del Papa mettono in evidenza solo le posizioni che più si riferiscono, pro o contro, alle loro idee.

Questo càpita anche nella lettura del Vangelo: per opportunismo, gli “aperturisti” privilegiano alcune pagine a scapito di altre e, viceversa, i “conservatori” contrappongono le frasi evangeliche severe che pure non mancano. (Ma il card. Biffi, a chi estrapolava interessatamente le parole del Vangelo a sostegno dei propri preconcetti, ricordava con forza che il Vangelo va tenuto presente tutto).

Ciò vale anche per la predicazione del Papa. Dedico perciò agli amici, che si sentono scandalizzati dalle sue parole, ciò che Francesco ha detto nell’omelia in Santa Marta il 20 maggio 2016. Vedranno che, se si studia l’insieme dell’insegnamento del Papa, a parte il suo modo spesso icastico di dire le cose, egli dice, né più né meno, tutto ciò che la Chiesa insegna da sempre.

ATTENZIONE ALL’INSIEME DELL’INSEGNAMENTO PAPALE

Riassumo l’omelia del Pontefice in base al resoconto ufficiale. Egli ha ribadito che “la carità deve sempre andare a braccetto con la verità e viceversa“. [Si noti che Francesco stava commentando il Vangelo di Marco (10,2-11), in cui Gesù discute coi farisei sull’adulterio, proprio uno dei temi su cui i rigoristi lo criticano di più]. A Gesù vien chiesto se sia lecito per un uomo ripudiare la propria moglie. Egli non elude la domanda, ma evita le trappole della casistica che alcuni “teologi illuminati” gli tendono con malizia, convinti di avere “tutta la scienza e la saggezza del popolo di Dio”.

CE N’È PER I RIGORISTI E ANCHE PER I LASSISTTI

Verità e comprensione per il Papa sono due realtà che, messe insieme, sfuggono alla logica dei “teologi illuminati”, che riducono tutto all’equazione matematica del “si può/non si può”, quindi sono “incapaci sia di orizzonti grandi sia di amore”. Tutto il contrario di Gesù, che, con delicatezza, dice all’adultera: “Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più”.

Si noti che al “non ti condanno” segue subito il “va’ e d’ora in poi non peccare più” (perché – i lassisti non lo devono dimenticare – per Gesù l’adulterio non è, come molti pensano, una specie di status symbol dell’uomo moderno e disinibito, ma è davvero peccato grave).

Alla fine della sua omelia, il Papa ha pregato perché “Gesù ci insegni ad avere con il cuore una grande adesione alla verità e nello stesso tempo grande comprensione e accompagnamento a  tutti i nostri fratelli in difficoltà”, evitando di ridurre la pienezza di Dio ad un’equazione casistica.

Nella sua risposta ai farisei, Gesù rimanda “alla pienezza dell’armonia della creazione”, ovvero alla Genesi: “Dio li creò maschio e femmina” e “i due saranno una carne sola”. e quindi ricorda e ribadisce con assoluta semplicità: “L’uomo non divida quello che Dio ha congiunto”.

GESÚ E I TEOLOGI ILLUMINATI

La differenza con i “teologi illuminati”, è che “Gesù mai negozia la verità”, mentre essi la negoziavano, riducendola a casistica. Il Signore invita i farisei a riferire ciò che Mosè ha stabilito nella legge. Gli rispondono che, per Mosè, contro l’adulterio è lecito il ripudio. Gesù allora replica che quella norma era stata scritta “per la durezza del vostro cuore”. E poi, rifacendosi, come si diceva prima, alla creazione, ribadisce la verità originale. Il Papa conclude mostrando che Gesù ha voluto distinguere tra la verità e la debolezza umana, senza troppi giri di parole.

Oggi, in un mondo segnato dalla cultura del provvisorio, la realtà del peccato è innegabilmente molto forte, ma è sempre Gesù a ricordarci che se la durezza del cuore continua a far danni, le si possono sempre opporre “il perdono, la comprensione, l’accompagnamento, l’integrazione, il discernimento dei vari casi”, fermo restando che la verità non si vende mai. “Gesù è capace di dire questa verità tanto grande e di essere allo stesso tempo tanto comprensivo con i peccatori, con i deboli”.

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