L’estate in viaggio del Cre di Città Alta: l’incontro con i profughi e i laboratori all’ex-carcere di Sant’Agata

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Incontro con i richiedenti asilo, visita ai sotterranei di Città Alta con altre due parrocchie e visita al carcere di Sant’Agata: è un’estate davvero “in viaggio” quella dei ragazzi del CRE della parrocchia di Città Alta.

Ce ne hanno parlato il curato don Alberto e il giovane seminarista Glauco che tengono le redini di questo gruppo situato al Seminarino, in un affascinante edificio del XVI secolo. Posto piccolo per un CRE che ospita 120 ragazzi e più di una quarantina di animatori.

Il tema del viaggio in questa parrocchia è stato sviluppato soprattutto valorizzando la presenza di alcuni richiedenti asilo che sono ospiti in Città Alta, a partire dall’incontro con loro e dal racconto del loro viaggio. Essi inoltre hanno condiviso, durante una serata, i loro cibi e hanno cucinato i loro piatti tipici. Dei ragazzi del CRE qualcuno non ha assaggiato, qualcuno ha provato e qualcuno è stato anche felicemente sorpreso.

Un’altra esperienza per questa comunità è stata quella di una raccolta viveri realizzata grazie alla partecipazione dei giovani dell’operazione Mato Grosso. C’è stato anche un momento di unione di tre parrocchie (Parrocchia di Santa Lucia e dell’Oratorio dell’Immacolata) dedicato alla scoperta delle cannoniere di Città Alta, quindi un viaggio nei sotterranei della città.

Altra iniziativa particolare è stata la visita alle carceri di Sant’Agata, possibilità avuta grazie a un circolo che lo ha abitato in questi mesi. Nel carcere ha avuto sede anche uno dei laboratori di scenografia del CRE. Il CRE di Città Alta vede anche una piccola partecipazione multietnica, don Alberto e Glauco ci hanno parlato dei momenti di coinvolgimento e interazione durante la preghiera in cui anche i ragazzi di altre religioni condividono con molto rispetto i riti cattolici.

Riti cattolici sostenuti anche dalla riscoperta della preghiera “classica” che qualche anno fa si sapeva a memoria, ma che oggi più nessuno sa del “Ti adoro” :” L’abbiamo stampato su tessere plastificate” ci ha spiegato Don Alberto. Altro momento forte è quello di fine giornata in cui la preghiera è vissuta con più calma, secondo lo schema che è proposto dalla diocesi: con ascolto e canto. Così si educa alla fede con l’esperienza, con la vita, con il gioco, in modo semplice: anche questo è un viaggio.

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