“Faccio spesso le mie richieste a Dio, ma lui non mi ascolta”. A proposito di “preghiera di domanda”

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Foto: Papa Francesco in preghiera

Mi è capitato di leggere in anticipo il Vangelo di domenica prossima. Gesù dice “Chiedete e vi sarà dato”. Io ho chiesto molte volte ma poche volte mi è stato dato. Che senso alla preghiera che mi pare si chiama “di domanda”? Giovanni

Andiamoci piano, caro Giovanni, nell’affermare: “Ho chiesto molte volte, ma poche volte mi è stato dato!” È proprio sicuro? Innanzitutto vorrei invitarla a riconsiderare la sua vita “ad ampio raggio”, cercando di fare memoria degli interventi provvidenziali del buon Dio, in suo favore; vorrei, poi, esortarla a fare una specie di “inventario”, ricordando quanto ha chiesto lungo tutta la sua esistenza, allo scopo di vedere concretamente come, quando e dove è stato esaudito! Non mancherà di soprendersi!!!

I NOSTRI DESIDERI E LE PROMESSE DI DIO

Sono consapevole, tuttavia, che quanto chiediamo al Padre nella preghiera non sempre ci viene donato secondo le nostre aspettative, provocando in noi la sensazione di non essere né ascoltati, né tanto meno esauditi. In questo caso ricordiamoci di quanto scrive Bonhoeffer: “Dio non esaudisce i nostri desideri, ma realizza le sue promesse”. La preghiera di domanda, infatti, non rimane mai senza risposta! Sempre il Signore ci raggiunge con una grazia più grande di quella che avevamo chiesto per noi o per coloro per i quali abbiamo pregato. L’ostacolo più grande che rende inefficace la nostra preghiera è la nostra poca fede! Crediamo poco, infatti, nella fecondità della nostra intercessione: innalziamo a Lui la nostra supplica, mettendogli davanti le nostre necessità nella loro concretezza e nella loro drammaticità, ma, ahimè… siamo poco convinti che Dio ascolta ed esaudisce veramente, secondo i tempi e i modi che Lui solo conosce! E questo è un grande errore!

DIO NON È UN DISTRIBUTORE DI BIBITE

I miracoli Dio li compie anche oggi, ma non ci crediamo abbastanza! Quando preghiamo, molte volte, siamo simili a coloro che introducono una monetina nel distributore di bevande: questione di un secondo ed ecco che una fresca bibita è tra le nostre mani! Ma il Signore non è un distributore di bibite! Succede spesso, infatti, che la grazia chiesta si fa attendere due secondi più del previsto, o 10 minuti, 24 ore, una settimana oppure un mese e… persino degli anni, in questo caso ci lamentiamo dicendo: “Non mi ha ascoltato” e ce la prendiamo con Dio affermando: “Non mi concede ciò che gli ho chiesto!”. Ma non è così! Occorre, infatti, imparare ad attendere perseverando nella preghiera e non demordere quando i tempi di attesa si fanno lunghi e, a volte, snervanti. Il Signore non risponde subito alle nostre suppliche: vuole educarci, formarci ad una fede adulta e matura, purificando i nostri desideri. Proviamo a chiederci: “Quando innalzo al cielo la mia accorata supplica, sono disponibile ad attendere tutto il tempo necessario secondo i tempi di Dio?”; e ancora: “Quanto sto chiedendo nella preghiera, è veramente il mio bene? Oppure è solo per evitare i problemi e le difficoltà della vita?”.

“CREDO MA AIUTA LA MIA INCREDULITA”

Vorrei ricordare un omelia di papa Francesco a Santa Marta nel maggio 2013, quando commentando il brano della guarigione del fanciullo posseduto da uno spirito maligno, che i discepoli non riescono a guarire, dice: “La preghiera per chiedere un’azione straordinaria deve essere una preghiera che ci coinvolge tutti, come se impegnassimo la nostra vita in quel senso. Nella preghiera bisogna mettere la carne al fuoco. (…) Una preghiera coraggiosa, che lotta per arrivare a quel miracolo; non quelle preghiere per cortesia, ‘Ah, io pregherò per te’: dico un Pater Noster, un’Ave Maria e mi dimentico. No: preghiera coraggiosa, come quella di Abramo che lottava con il Signore per salvare la città, come quella di Mosé che aveva le mani in alto e si stancava, pregando il Signore; come quella di tante persone, di tanta gente che ha fede e con la fede prega, prega.

La preghiera fa miracoli, ma dobbiamo credere! Io penso che noi possiamo fare una bella preghiera… e dirgli oggi, tutta la giornata: ‘Credo, Signore, aiuta la mia incredulità’… e quando ci chiedono di pregare per tanta gente che soffre nelle guerre, tutti i rifugiati, tutti questi drammi che ci sono adesso, pregare, ma con il cuore il Signore: ‘Fallo!’, ma dirgli: ‘Credo, Signore. Aiuta la mia incredulità’ che anche viene nella mia preghiera. Facciamo questo, oggi”.

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