Il folle volo di Odisseo all’ex-carcere di Sant’Agata. Il viaggio dell’eroe racconto e simbolo

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Nessuno non ne ha mai sentito parlare. Nessuno non ha mai ascoltato almeno una volta la sua storia. Nessuno, come l’ingegnoso nome che il re di Itaca si diede per fuggire dall’isola dei Ciclopi.

Un fine settimana all’insegna di Odisseo, proposto da deSidera, rassegna ormai giunta alla sua quattordicesima edizione. Una performance teatrale itinerante, seguendo il protagonista del XXVI canto dell’inferno dantesco nel suo folle volo, attraversando celle e corridoi in cui il folle volo di molti è stato interrotto, l’ex-carcere di Sant’Agata. Ambientazione suggestiva e dialoghi rubati a Omero, Dante, Pascoli, Neruda, Tennyson, Walcott e Pearl Jam. Al piano terra Atena, alata, di bianco vestita, che si libra leggera sopra un’altalena, introduce le peregrinazioni dell’eroe acheo. Accanto a lei Penelope che abbraccia la tela, simulacro di Odisseo, di cui si ode soltanto il lamento lontano per le sventure passate. E come mostri marini, prive di voce e sembianze umane, le sirene dal temuto canto. Al secondo piano ad accoglierci i compagni di Ulisse, prigionieri della paura nella caverna del Ciclope e dell’allegrezza dei fiori di loto. E Poseidone, irriverente e ironico, che rivendica l’oltraggio subito dal figlio. E poi le donne che di Odisseo hanno cercato l’amore: Calipso la ninfa, Circe la maga e Nausicaa la principessa, desiderose di raccontare i loro rosei sentimenti. Il peregrinare del pubblico continua con l’ascesa agli inferi del quarto piano, ambiente rosso e soffocante, in cui uomini e donne protagonisti della tragedia raccontano le loro pene e la profezia di Tiresia per il destino di Ulisse. E poi Itaca, con Telemaco adirato e spaventato dai Proci invasori che, riconosciuto il padre, insieme ne fa strage. Ma come narra il poema dantesco “considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”: la condanna alla sete di conoscenza che allontana il protagonista dalla famiglia e dal regno. Una performance coinvolgente, in cui il viaggio dell’eroe è il viaggio di ogni spettatore, avido di scoprire e desideroso della vita. La condanna alla curiosità racchiusa nel luogo in cui si scontano le pene. Lo stillicidio dell’attesa per Penelope è lo scorrere del tempo lento e monotono di chi quelle stanze le ha abitate desiderando la libertà. Il folle volo di Odisseo, più attuale che mai, alla ricerca di altro, è il folle volo dei migranti che affrontano il mare per inseguire il destino e che, approdati a Bergamo, ri-creano insieme agli attori il viaggio dell’uomo.

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