Il coraggio di andare verso l’ignoto: antiche carte e percorsi da scoprire al Palazzo del Podestà in Piazza Vecchia

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Oltre la paura c’è la libertà, si sa, ma ci vuole una certa dose di coraggio per farsi valere e sfondare il muro psicologico ed emotivo di questa emozione, vero e proprio demone che paralizza ogni sorta di istinto all’azione. Tra le iniziative per la festa del Patrono Sant’Alessandro anche quest’anno promosse dal Comune con la Diocesi di Bergamo sarà proposta la mostra «Quando l’Italia disegnava il mondo – tesori cartografici del Rinascimento” a cura della Fondazione Bergamo nella Storia, testimonianza di chi ha fatto di questo coraggio proprio vessillo per andare oltre i limiti spaziali e terrestri della conoscenza. Venerdì 26 agosto sarà aperta gratuitamente dalle ore 14 alle 19 presso il Palazzo del Podestà in piazza Vecchia. La mostra vanta una settantina di preziose carte geografiche stampate nel Cinquecento, cedute da collezionisti privati da tutta Italia grazie all’associazione culturale “Roberto Almagià”. Dalle sale del museo del Cinquecento fino alla sala “giuristi” al piano superiore prenderanno forma differenti rappresentazioni del mondo, visibili alle 16 partecipando alla visita guidata «Il coraggio di andare verso l’ignoto» con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti (Fondazione Bergamo nella storia: 035247116 – informazioni: info@bergamoestoria.it), o singolarmente. Il Cinquecento è il secolo in cui il l’Italia primeggia per la realizzazione di carte geografiche: dall’estero arrivano grandi stampatori per imparare le nostre tecniche, fra cui il francese Antoine Lafréry, primo stampatore ed editore a unirle in un volume, il primo atlante moderno. La mostra adotta il suo metodo e si snoda dai planisferi alle carte delle regioni. Alcune chicche? I planisferi cordiformi (a forma di cuore) o a campana e il mondo che inizia a girare grazie al meccanismo avviato da un putto, segno che la mentalità dell’epoca sta cambiando, e in terra protestante si può stampare una verità scientifica che avrà bisogno ancora del secolo successivo per affermarsi. Non si stampa solo per dare informazioni, i cartografi appuntano mostri marini e sirene nei mari agitati, cannibali nei territori più accidentati e sconosciuti, esotici ingredienti e spezie grazie ai mercanti che vi hanno fatto visita. Ed ecco così che compare la Frislandia, un’isola che è stata raccontata ai cartografi ma che né Google Maps né altri satelliti riescono a rintracciare a quelle latitudini, eppure qualcuno la riporta, Bennato la chiamerebbe “l’isola che non c’è”, un territorio inesplorato in cui forse hanno trovato accoglienza Peter Pan e i bimbi sperduti. È proprio peculiare avere la possibilità di osservare dei gioielli di artigianato cartaceo quest’anno, quando a Febbraio è stata chiusa la sede storica della De Agostini Editore a Novara, dove resistevano le famose Officine Grafiche, puntando sul digitale. La casa editrice che ha disegnato il mondo nell’ultimo secolo è stata surclassata da internet e dall’utilità, che ci ha fatto perdere anche forse un po’ di immaginazione. Correte quindi attraverso l’ignoto tramite questa splendida mostra, che rimarrà aperta fino al 25 settembre (orari: 9.30-13 e 14.30-18, chiusa il lunedì e per il sabato e i festivi orario continuato: 9.30-19). Costo della mostra cumulativo con il museo del Cinquecento: 6 euro, ridotto 4 euro e gratuito sotto i 18 anni. Ricordiamo i prossimi due eventi nelle sale della mostra: il 4 settembre la «merenda dell’altro mondo» con visita guidata e il 17 settembre «evento speciale a sorpresa» con alcuni protagonisti del Rinascimento. Questo venerdì saranno anche aperti gratuitamente la Torre Civica (Campanone) dalle 14 grazie a Fondazione Bergamo nella Storia e le porte di Palazzo Frizzoni, grazie alla Presidenza del Consiglio Comunale, con due visite guidate a cura del professore Giovanni Carullo alle ore 15.30 e alle 17.

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