Da don Francesco Garbelli a don Antonio Seghezzi: piccole grandi storie di cristiani coraggiosi

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Sarà la virtà del coraggio quest’anno a fare da filo conduttore alle iniziative religiose e culturali della solennità di S. Alessandro martire, patrono della città e della diocesi di Bergamo. La comunità ecclesiale proporrà quattro figure esemplari di cristiani coraggiosi: don Francesco Garbelli e Romano Cocchi, il Servo di Dio don Antonio Seghezzi e don Carlo Agazzi. La scelta del tema viene fatta dal Comune e poi fatta propria dalla diocesi in una sinergia di intenti. «Nei due anni precedenti le virtù a tema sono state la misericordia e la gratitudine – sottolinea monsignor Gianni Carzaniga, prevosto di S. Alessandro in Colonna -. Per il 2016 è stata scelta la virtù del coraggio, nel suo significato di forza e capacità di affrontare le prove del vivere contemporaneo. Dunque una virtù diversa ogni anno, attorno alla quale la comunità civile e religiosa si riuniscono per la solennità patronale». La virtù del coraggio sarà quindi declinata attorno a quattro figure di cristiani, toccando gli ambiti della giustizia sociale, della libertà e dell’educazione. «Le figure scelte – precisa monsignor Carzaniga – sono di cristiani coraggiosi, impegnati non soltanto in ambito ecclesiale, ma anche in ambito civile, cioè in favore delle popolazioni e della gioventù senza distinzioni. In pratica, anche grazie all’azione di queste quattro figure di cristiani, viene dimostrata l’attiva presenza dei cattolici negli ambiti di vita dell’uomo anche in momenti difficili o drammatici».
Il 22 agosto, nella veglia alle 21, nella basilica di Sant’Alessandro in Colonna, saranno ricordati don Francesco Garbelli e Romano Cocchi, che furono responsabili dell’Ufficio diocesano del lavoro verso la fine del primo decennio del Novecento. «Rappresentano il coraggio nel mondo della giustizia sociale – prosegue monsignor Carzaniga -. Don Garbelli era anche parroco di Santa Caterina, dove dimostrò una vastissima sensibilità sociale e mano larga negli aiuti. Romano Cocchi fu tenace assertore delle riforme sociali e dello sciopero cattolico nelle campagne e nelle fabbriche, raccogliendo consensi e successi ma anche critiche. Dopo alterne vicende, passò nelle file del partito socialista e poi in quello comunista, ma questo non toglie i grandi meriti acquisiti nel sindacalismo cattolico. Oggi si parla di mediazione, ma in quei tempi la parola coniugata era la contrapposizione». Il 23 agosto, nella veglia alle 21 nella chiesa parrocchiale di Sant’Alessandro della Croce, saranno ricordati don Antonio Seghezzi, morto nel lager di Dachau, e figure di partigiani cristiani. «Sono figure che hanno lottato per la libertà di tutti. Don Antonio offrì tutto sé stesso per amore dei suoi giovani, di cui condivideva gli ideali di libertà». Il 24 agosto, sempre alle 21, nella chiesa parrocchiale di Borgo Canale, la veglia ricorderà don Carlo Agazzi. «È una grande figura di coraggio nel mondo educativo fra la gioventù, svolto per trent’anni nell’oratorio del Seminarino. Proprio per questo è una figura che dovrebbe essere maggiormente conosciuta».

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