Da Assisi a Roma a piedi. Il pellegrinaggio degli studenti del liceo del Seminario

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A piedi da Assisi a Roma. Un itinerario speciale e tante nuove scoperte per i giovani studenti del Liceo del Seminario Minore di Bergamo. In cammino partendo da una città simbolo come Assisi, sulle tracce di San Francesco, per arrivare fino a Roma. I ragazzi in questi giorni sono in viaggio con Don Luca Testa e un altro prete del Seminario vescovile. Un pellegrinaggio come ai vecchi tempi, con le proprie gambe: sperimentando la fatica, i bisogni, creando legami e fraternità, vivendo solo di ciò che è essenziale. «Il pellegrinaggio aiuta a vivere principi come sobrietà e essenzialità» sottolinea don Luca, che ci spiega come sia nata l’iniziativa: «L’idea di quest’esperienza è nata alcuni anni fa dai miei predecessori. Idea di fare tre esperienze di pellegrinaggio durante l’estate con i ragazzi nell’arco dei tre anni di Seminario».
«Assisi è una città unica anche per far conoscere la figura di Francesco; ci siamo organizzati scegliendo il cammino della luce dell’antica via Amerina già sperimentato 2 anni fa con i ragazzi della diocesi. Oltre a questo, siamo stati ospitati in ostelli o parrocchie già attrezzate per accogliere pellegrini».
Il loro cammino è partito da Assisi città legata a San Francesco, chiedo a don Luca se hanno ricordato il Santo fondatore dei francescani visitando qualche luogo in particolare e lui mi racconta : «Prima di partire per il pellegrinaggio con i ragazzi di quinta ci siamo fermati per due giorni di spiritualità. Nel giorno in cui il Papa era in visita alla Porziuncola, noi eravamo all’Eremo delle Carceri per un momento di ritiro».
Durante il loro cammino di pellegrinaggio i ragazzi e i loro accompagnatori percorrono circa 20 o 25 km al giorno. Un momento particolare del loro cammino di spiritualità è avvenuto nella prima serata, dove sono stati accolti da una Comunità di recupero per ragazzi con problemi di dipendenze. Di questa esperienza ci parla uno dei ragazzi partecipanti, Leonardo Serben, di Palazzago, studente al 5°anno: «È una comunità in cui si arriva dopo la disintossicazione. Loro la chiamano ‘Comunità di vita’ mi hanno stupito molto, pregare e stare assieme a loro è stato coinvolgente. Un ragazzo mi ha confidato la sua storia: ha avuto problemi, si è allontanato più volte dalla sua famiglia, è stato sempre riaccolto fino a quando un fatto più grave ha fatto scattare l’ultimatum e il ragazzo è stato accolto dalla comunità. Mi ha raccontato che qui si trova bene, soprattutto perché gli altri non lo giudicano». Gli chiedo come vivono e cosa fanno durante la giornata i ragazzi di quella comunità e Leonardo spiega: «Vivono del lavoro che svolgono durante il giorno, quello che guadagnano lo mettono insieme alla comunità per pagare le spese ordinarie. Quello che mi ha colpito è che mi ha detto di non avere mai vissuto un giorno uguale all’altro».
Don Luca Testa aggiunge che il viaggio a piedi sta facendo scoprire ai ragazzi un paesaggio nuovo, una natura meravigliosa, bellezze che passando in macchina non si colgono e confida: «Può sembrare scontato ma passando a piedi, lentamente, si assapora la meraviglia dei luoghi e si riscopre la bellezza del creato».

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