Dialoghi sui sacramenti/Messa. Come faccio ad andarci tutte le domeniche?

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Senta, signor parroco, io son d’accordo sull’importanza della fede, ma sono anche convinta che si può aver fede anche se non si va a Messa.

Signora, dipende dall’idea che lei ha di fede, di religione e di Messa. Se lei cerca nella Bibbia, troverà che la religione vissuta con fede è spesso paragonata all’amore che c’è tra un uomo e una donna. Se questo è vero, lei mi deve dire che cosa penserebbe se suo marito le dicesse tutti i giorni “Tesora, amore, gioia mia” e poi venisse a letto con lei una volta o due all’anno.

Che c’entra?

Glielo spiego dopo che c’entra. Intanto risponda alla mia domanda.

Beh, vorrebbe dire che o ha un’altra donna o… ha qualcosa che non va.

Ecco, se la fede è come l’amore, come fa uno a dire:”Io ho fede” se poi va a Messa soltanto una volta o due all’anno? O ha un’altra fede oppure ha una fede che fa acqua da tutte le parti.

Ma no. Uno magari la fede ce l’ha davvero, ma poi… Pensi a noi mamme. Io con due bambini come faccio ad andare a Messa tutte le domeniche?

In casa nostra non c’erano elettrodomestici, non c’era la colf, non c’era niente. Eppure la mamma, che aveva avuto non due, ma dieci figli, mi diceva che le sole volte che era mancata a Messa in vita sua erano state una domenica, massimo due, dopo ogni parto. Si dava il cambio con il papà nel custodire i bambini: lei correva alla prima Messa e papà con i più grandi andava alla “Messa alta”.

Altri tempi, signor parroco.

E altra fede piuttosto! Signora, creda a me: se l’amore c’è la gamba tira il piè. Quanti fidanzati arrivano a fare chilometri e chilometri e più volte alla settimana per andare dall’ “amorosa”. E che cosa non fa uno anche indaffarato quando ha una passione? Va allo stadio, o in montagna, o anche solo a mangiare la pizza con gli amici… Anche se è occupato da morire.

Non vorrà per caso proibire anche questi svaghi onesti, per caso?

Me ne guardo bene. Quando posso, signora, me li prendo anch’io. Dico solo, che quando si ha passione per una cosa, non c’è stanchezza che tenga. Se la fede c’è ed è come l’amore, chi lo ferma più uno nell’andare all’appuntamento col Signore e con i suoi amici per “mangiare insieme il pane della vita” e per cantare insieme la gioia di essere salvati?

Però quando si hanno dei problemi o si è superoccupati, serve di più un momento di svago che l’andare a Messa. Me lo lasci dire.

Dipende da quello che si vuole. Se a me sta a cuore che le mie gioie, i miei dolori e le mie fatiche, i miei successi e i miei fallimenti servano a qualcosa, non c’è niente di meglio che “metterli nel calice” durante la Messa. Lì si uniscono al sacrificio di Cristo in un’unica offerta a Dio Padre e davanti a lui acquistano lo stesso valore della Passione del Signore. Le pare poco?

Ma stia tranquillo: io, se non vado in chiesa, guardo la Messa in televisione. È lo stesso, no?

O Dio, per chi non può fare altro, la Messa alla televisione lo può aiutare a tener viva la voglia. Ma mi dica, signora: secondo lei, mangia di più un barbone con un pezzo di pane e formaggio ammuffito o uno che guarda il pranzo del re alla televisione? Nella Messa – ripeto – “si mangia insieme il pane della vita”: quello che conta è proprio essere lì. E lei si accontenta di guardare alla tv?

Comunque, non vado a Messa, ma non vado nemmeno in giro; sto a casa mia con la mia famiglia.

E invece farebbe bene a uscire. Se no finirà asfissiata nel suo piccolo guscio. L’andare a Messa ha proprio anche questo valore: ci salva dalle nostre chiusure, dalle nostre occupazioni e preoccupazioni, dal nostro individualismo. L’andare a Messa è qualcosa di liberante. Provare per credere.

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