Longuelo, cena in strada: il quartiere diventa un salotto a cielo aperto

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Tavoli, sedie e un ricco buffet al posto di auto, motorini e pullman. La strada (in questo caso via Lochis) per una sera si trasforma in un salotto a cielo aperto, un banchetto in strada a cui tutti i longuelesi sono invitati a prender parte. Questa l’iniziativa in programma per sabato 10 settembre proposta per il secondo anno consecutivo da Vivere Longuelo, l’associazione che promuove attività ed eventi nel rione. Un modo diverso per trovarsi attorno a un tavolo e creare nuovi legami e convivialità, un modo diverso per abitare il quartiere. Ne parliamo con Monica Ferrante e Roberto Cremaschi, due membri di Vivere Longuelo: «Si stanno moltiplicando le iniziative di questo tipo – Borgo Santa Caterina e Monterosso già da diverso tempo propongono questa iniziativa – e la cosa più interessante è che si svolgono appunto per strada a dire la necessità da parte di un quartiere di riappropriarsi dei suoi spazi e delle sue vie. Certo, questa cena potrebbe essere organizzata in luoghi logisticamente più agevoli ma che, proprio perché in strada, assume questo valore simbolico di riappropriazione del quartiere da parte dei suoi abitanti. Occupare la strada con delle tavolate attorno a cui tutto il quartiere può sedersi è sintomo precisamente di una volontà di costruire dei legami in un luogo non usuale e non connotato».
Alla prima edizione dello scorso si sono sedute ai tavoli di via Lochis 180 persone. Quest’anno potrebbero essere di più dal momento che parteciperà anche tutta la Rete sociale. La formula sembra essere quella vincente: «Anche quest’anno si è deciso di farlo “a costo zero”: ognuno porta qualcosa da casa e lo condivide con la comunità. Di fondo è anche e soprattutto un modo per conoscersi, per mangiare assieme a persone che non si conoscono o che frequentano di rado il quartiere».
In un periodo in cui l’autoreferenzialità e l’individualismo sembrano avere la meglio e sembrano essere l’unica strada percorribile (a scapito dei legami condivisi dello stare insieme), in cui ognuno sembra pensare esclusivamente al proprio orticello, si avverte la necessità di fare rete grazie anche ad eventi come questo. Ce ne parla don Massimo Maffioletti, parroco di Longuelo: «Questo quartiere non ha grandi manifestazioni di carattere partecipativo e conviviale, dunque salutiamo molto volentieri questa iniziativa. Mi pare che il nocciolo della questione sia questo: il quartiere non può essere soltanto un dormitorio o un luogo di passaggio, il quartiere deve essere una casa e la cosa più importante che si fa in una casa è quella di sedersi attorno ad una tavola a mangiare e a condividere. Sempre più spesso si avverte che il quartiere è transito e non stabilità, è passaggio e non casa».
Un luogo di passaggio e di transito che diventa casa, un quartiere che diventa famiglia: «Un quartiere per essere tale ha bisogno di costruire legami e la convivialità gioca un ruolo fondamentale in questo processo – prosegue Maffioletti. Abbiamo bisogno di ricreare questa “dimensione di cortile” su cui si affacciano le famiglie e fa riflettere il fatto che a Longuelo non c’è una piazza: ci sono le vie, i larghi ma non le piazze. Ben vengano dunque queste cene per strada se costruiscono un quartiere come una famiglia di famiglie».
La giornata comincerà alle ore 15 con attività e giochi per i bambini e si concluderà alle 21 con il concerto della Caravan Orkestar. Sarà inoltre presente il comitato per l’alluvione che ha colpito il quartiere il 26 giugno scorso, i rappresentanti racconteranno a che punto sono i lavori.

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