Novità previste a scuola. Nelle elementari e nelle Medie, tutti promossi. Perplessità

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Se mai ce ne fosse stato bisogno, abbiamo ora la prova che un tecnico al ministero non è necessariamente meglio di un politico al ministero: e spiace che a confermare l’assioma sia il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, da cui ci si aspetterebbero – vista la formazione umanistica e la provenienza dal mondo dell’educazione – provvedimenti molto diversi dalla nota riforma sulla “buona scuola” e dalla bozza di direttive che al momento attende il vaglio del governo.

VIETATO BOCCIARE

Mi rifiuto di dedicare una sola riga alla sostituzione, alle elementari, dei voti in numero con i voti in lettere (A, B, C, D, E): è materia per la psichiatria, e alla psichiatria volentieri la lascio. La novità davvero rivoluzionaria è che, stando alla bozza, una legge dello Stato italiano sancirà in maniera ufficiale, definitiva e cogente una prassi invalsa da ormai qualche anno: alle elementari vietato bocciare, alle medie possibile solo in casi veramente eccezionali.
L’impossibilità di bocciare segna il trionfo di alcune teorie pedagogiche postmoderne, secondo le quali la bocciatura sarebbe un’umiliazione e un marchio d’infamia, puro sadismo che non educa. Falso: chi ha conoscenza diretta, reale, costante delle situazioni concrete che la scuola italiana quotidianamente vive, sa che la bocciatura è spesso l’unico aiuto che si possa dare a un alunno. Le nostre classi elementari sono sempre più popolate da stranieri, tanto per dire, che vengono immessi in una classe, spesso ad anno già in corso, senza però avere i requisiti minimi per poter stare al passo col programma: se, come è logico, alla fine dell’anno questi studenti non sono in grado di passare al successivo, buon senso vorrebbe far loro ripetere l’anno. Invece no: il povero alunno passerà di classe in classe, migliorando poco o nulla rispetto al punto di partenza, trascinandosi dietro lacune sempre più insanabili con l’avanzare degli anni, con risultati devastanti per la sua integrazione e il suo futuro inserimento sociale e lavorativo.

MEDIE: QUALI I CASI ECCEZIONALI?

La pericolosità del provvedimento, se varato, è evidente anche per le medie: in attesa di sapere quali sono i casi eccezionali per cui è permesso bocciare (picchiare un compagno? Insultare un insegnante? Assentarsi dai banchi per più di quattro mesi?), è sconfortante questa idea della scuola ridotta a parcheggio a tempo, a centro sociale dove non devi render conto del tuo impegno e della tua costanza, della tua serietà e delle tue capacità; una scuola dove non c’è merito né giustizia, dove il motto è lassez faire, lassez passer, tanto alla fine si è tutti sulla stessa barcaccia. È educativa una scuola del genere? Formerà ragazzi consapevoli di sè e dei propri doveri? Contribuirà a migliorare la qualità del sistema scolastico, o piuttosto dequalificherà anche le scuole superiori, obbligandole a ovviare ai guasti dei livelli precedenti?
In un film italiano di qualche anno fa un professore, stanco e disilluso, a fine anno si vantava: “Ho fatto la peggiore carognata che potessi fare ai miei alunni: li ho promossi tutti”. Temo che al ministero dell’Istruzione non capiscano la battuta.

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