Pastorale, costine e polenta. Le feste dell’oratorio: una casa aperta a tutti dove si respira aria di comunità

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L’estate è il tempo delle sagre di paese. Tanta gente sceglie di cenare insieme ad amici e parenti, all’aria aperta o sotto una tensostruttura messa per l’occasione. I menù si assomigliano tutti: casoncelli, carne alla griglia, costine, pizza e patatine fritte a volontà. Così anche l’oratorio ha il suo periodo di festa e rispetta molti dei canoni della sagra paesana. Eppure quando la festa è espressione dell’oratorio si respira subito un’aria speciale.

L’oratorio è una casa aperta tutto l’anno e sa cosa significa accogliere le persone. Nei giorni della festa questa casa si trasforma in una grande piazza, una vera “casa comune” nella quale transita una buona parte della comunità e dove trovano famigliarità tante persone incuriosite dall’evento. Il tratto distintivo dell’oratorio in festa è proprio la carica di umanità e il desiderio di relazione che si percepisce. Almeno questa è la volontà di chi coordina la progettazione di una lunga serie di eventi. A Nembro già da tempo il Consiglio dell’Oratorio e i volontari più impegnati hanno condiviso questo pensiero e si sono proposti di srotolare sul calendario ben undici pomeriggi e sere tra la fine di agosto e l’inizio di settembre capaci di far incontrare quante più persone con i ragazzi che sentono l’oratorio come luogo a loro molto famigliare.

Un lungo elenco di nomi accoglie la gente alla festa: sono tutti i turni dei ragazzi e degli adulti che si occupano di servire la cena o arbitrare il calcio saponato, oppure ancora di predisporre giochi e tornei per non lasciare nessuno nella noia. Il cartellone ogni anno si fà più lungo perché sempre più adolescenti decidono di regalare alla comunità un po’ del loro tempo in questi ultimi giorni prima della ripresa della scuola. Ad oggi la festa nembrese conta trecentoventi persone indaffarate. L’oratorio in festa è anche questo: una grande palestra per il senso di appartenenza e per l’intraprendenza.

Nello stesso spirito sono organizzati anche gli eventi che riempiono di musica e divertimento il campo sportivo collocato al centro dell’oratorio: quanto più è possibile vanno promosse le abilità dei più giovani partendo dal talento musicale, passando per il ballo e il canto, fino ad arrivare alla recitazione. Nell’edizione 2016 una buona metà degli spettacoli proposti sul palcoscenico nembrese hanno rispettato questa regola. Giovani dj alla console hanno intrattenuto decine di adolescenti il sabato sera dedicato alla discoteca, altri giovani si sono sfidati in una gara di canto degna dei più blasonati talent show, gruppi di band musicali alle prime armi hanno contribuito a mantenere vivo l’interesse per i festeggiamenti e gli animatori più esperti dell’oratorio hanno dato vita ad un interessante spettacolo di cabaret.

Oratorio in festa significa anche qualcosa di più profondo: il periodo che chiude l’estate è un momento opportuno per raccogliere le esperienze della stagione e rileggerne il senso oppure per rilanciare un cammino che durante in mesi dall’autunno  alla primavera riprenderà vigore. Così ogni sera viene rivolto l’invito alla partecipazione ad uno dei gruppi che rende l’oratorio una casa vissuta: animatori ed educatori del CRE, ragazzi reduci dai campi estivi, catechisti e allenatori e via dicendo. Due parole attorno ad un buon aperitivo permettono di riappropriarsi delle esperienze vissute e di motivare nell’impegno che si rinnova per i mesi a venire. La festa diventa così un anello di congiunzione tra le attività della pastorale giovanile.

In questo modo anche nei giorni dedicati al divertimento possono collocarsi alcune proposte di valore senza  che perdano di dignità: nel programma di quest’anno alla festa dell’oratorio di Nembro sono state inserite ben due serate dedicate al cammino di Santiago de Compostella portando presso il teatro San Filippo Neri contributi di videomaker e pellegrini oltre ad un bel film sul tema, una serata incentrata sul viaggio a Cracovia dei giovani che hanno vissuto la Giornata Mondiale della Gioventù, un momento etnico curato da alcuni richiedenti asilo ospitati sul territorio comunale, un laboratorio di street art pensato per i ragazzi più difficili da coinvolgere in altre attività, una grande occasione di solidarietà con la raccolta fondi in favole delle vittime del terremoto in centro Italia e la celebrazione dell’Eucarestia domenicale.

Raccogliere fondi per coprire le spese dell’oratorio rimane uno degli obiettivi di questa iniziativa, ma di certo il valore dell’esperienza che segna fortemente il calendario della comunità è ben altro e merita di essere compreso e promosso perché non è altro da ciò che l’oratorio realizza quotidianamente.

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