Percorso netto al Wipeout di Orio al Serio: anche gli sportivi da divano possono farcela

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È domenica mattina, la sveglia suona alle 7 e il primo pensiero dopo aver aperto gli occhi è “Chi me l’ha fatto fare?”. Non è forse meglio spegnere e continuare a dormire anziché partecipare a Wipeout? Le facce di chi incrocio alle 9.30 appena arrivata al luogo di ritrovo la dicono lunga e credo che in molti la pensino come me, ma andiamo per ordine. Molti di voi, o solo alcuni o forse nessuno, si staranno chiedendo cos’é Wipeout. Wipeout è una prova, basata sullo stile dei giochi senza frontiere, che consiste nell’affrontare un percorso interamente costruito con dei gonfiabili ottenendo il miglior tempo possibile. Si può partecipare individualmente o a squadre, l’importante è correre e superare ogni ostacolo nei tre tentativi concessi. Quando un’amica propone un evento simile è impossibile rifiutare, ma quando sai che alla tua squadra è stato assegnato il primo turno di gara, una maledizione alla sveglia non può mancare. Per nostra fortuna, l’evento è stato organizzato nel parcheggio dell’Hangar 73 di Orio al Serio per la sua prima edizione bergamasca e la levata non è poi così tragica. La 501^ legione non teme nulla e si presenta puntuale, pronta per gareggiare. Il nome scelto per la squadra è palesemente ispirato a Star Wars: la 501^ legione era considerata l’élite militare della galassia, ma noi non puntavamo di certo ad essere l’élite del Wipeout. Dopo aver affrontato i giochi senza frontiere di Albino con la stessa grinta dei trecento soldati di Leonida strappando un secondo posto clamoroso, le nostre aspettative non erano sicuramente cambiate, a noi sportivi da divano bastava essere lì. Forse queste parole possono sembrare un po’ esaltate, magari scritte da una bambina che vede il mondo con occhi molti diversi rispetto a quelli degli adulti, ma Wipeout fa fare a tutti un salto indietro nel tempo. Vi ricordate quando, da piccoli, prendevate tutti i cuscini della casa e con divano, poltrone e sedie costruivate castelli e scivoli da far invidia a tutti i parchi giochi? Ecco, essere lì davanti a quei gonfiabili mi ha fatto lo stesso effetto, solo che ora sono un po’ più grande e dopo di me ci saranno circa altri mille ragazzi provenienti da tutta Italia pronti ad affrontare il mio medesimo percorso. Siamo lì sulla riga di partenza e quando l’arbitro ci dà il via, iniziamo a correre con tutta l’adrenalina che abbiamo in corpo per superate scivoli, arrampicate e ostacoli di qualsiasi genere. La grinta dei trecento, però, stavolta non basta per arrivare tra i primi otto a contendersi il primo posto, ma poco importa. Ciò che conta è averci provato, essere tornati bambini per cinque minuti e sapere di avere amici folli almeno quanto te, al punto da proporti occasioni simili. A noi non resta altro che complimentarci con i vincitori e cercare un altro Wipeout, una scalata, una camminata o un altro modo per passare una domenica alternativa giù dal divano perché la pigrizia non fa proprio al caso nostro.
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