Il terremoto: è tempo della buona politica, della politica-servizio

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Il dramma del terremoto sta suscitando un’ondata grandiosa di affetti e di generosità. Molti milioni di euro sono stati donati, in pochi giorni. La Chiesa italiana, da parte sua, il prossimo 18 settembre, in coincidenza con il congresso eucaristico nazionale di Genova, ha proposto una giornata di mobilitazione e di raccolta fondi in tutte le comunità cristiane del Paese. Sono tanti rivoli che si concentrano tutti sul dramma sofferto dalle popolazioni colpite dallo scisma.

Poi, bisognerà iniziare la ricostruzione, dove tutto diventa difficile e delicato. Tanto più che governo e forze locali insistono per una ricostruzione “dove era e come era”. Perché questo possa davvero funzionare, per evitare le facili infiltrazioni mafiose, c’è bisogno di molta coordinazione, di molta capacità di progettare di realizzare quello che si è progettato. Diciamolo in altri termini: c’è molto bisogno di molta politica. Senza una buona politica non si va da nessuna parte o si rischia di andare nella direzione sbagliata. La politica, così spesso buttata fuori dalla porta, rientra – deve rientrare – dalla finestra. È vero sempre e diventa ancora più vero quando le situazioni da affrontare sono difficili. È dunque l’ora della politica, quella difficile, faticosa, la politica-servizio, che chiede molto e rende poco in termini di vantaggi personali. C’è solo da sperare che politici di lungo respiro e politici locali siano capaci di rispondere all’appello.

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1 commento

  1. Inizio estate 2009, terremoto de L’AQUILA un mio conoscente mi riferisce che insieme ad un suo amico organaro , avendo visto alla Tv le devastazioni di tanti strumenti presenti in questi territori, si erano dati da fare per offrire la loro disponibilità a prendersene in carico uno, ovviamente con tutti i crismi degli enti di tutela…..sovrintendenze varie ecc. avevano offerto le loro prestazioni gratuitamente e un Istituto di credito avrebbe finanziato la logistica e l’acquisto dei materiali, ne aveva parlato anche con un collega trentino che a suo volta era disponibile per un altro strumento…… telefonate, mail, comunicazioni varie … e son sempre li ad aspettare…. Dateci i soldini che ci pensiamo noi!!!! Ho voluto citare questi, se volete per certi aspetti marginali situazioni, per dire che la politica è chiamata in primis alle sue responsabilità e giustamente quella buona, quella che si fa senza i riflettori dei media, quella che frutta anche in termini di consenso personale molto poco… anche perchè i risultati si potranno toccare quando la stagioni politiche degli attuali attori si saranno consumate anzi.. e qui sottoscrivo tutte le considerazioni del Direttore Carrara…… ma la politica da sola non c’è la può fare se non c’è una assunzione di responsabilità da parte di tutti, dai cittadini , organizzazioni, della Chiesa, sopratutto quelle locali… possibilmente usando i fondi secondo precise priorità, ma anche esprimendo opinioni un poco più univoche – vedi le Omelie .. Altrimenti Papa Francesco, sarà costretto a designare un suo Commissario Straordinario. Il nostro bel paese ha dimostrato di essere solidale – (solidarietà spesso un poco pelosetta)…speriamo che le esperienze del passato insegnino qualche cosa.
    Giusto coinvolgere nelle scelte, le popolazioni e gli enti locali, senza le solite lamentazioni

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