Helena, volontaria polacca Sve: un anno a Bergamo è volato. Una lezione di vita per me

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Helena, volontaria polacca di 22 anni, dopo un anno trascorso a Bergamo, ci lascia per tornare a casa: si conclude qui, dunque, la sua collaborazione con la rubrica #vieniviaconme, per raccontare il Servizio di volontariato europeo svolto con Aeper. Un progetto che coinvolge giovani di tutta Europa in esperienze intense di impegno sociale e culturale. Noi la ringraziamo per l’entusiasmo e la freschezza dei suoi contributi. Ma la rubrica continua: vi aspettiamo la prossima settimana per raccontarvi nuove storie di giovani volontari in giro per l’Europa.

Mi sono svegliata qualche giorno fa e subito mi ha colpito il fatto che mi è rimasta solo una settimana prima di finire il mio progetto Sve (Servizio di volontariato europeo) a Bergamo. Un anno intero è volato via come se fosse un mese.
Sono successe così tante cose, così tante emozioni ho vissuto, così tanti viaggi ho fatto, così tante persone ho conosciuto, così tante abilità ho acquisito. Questo non è comunque stato l’anno più facile e felice della mia vita però. Alla fine, il processo d’apprendimento e di crescita costa fatica, anche se finisce con un successo. Anzi, soprattutto quando finisce con un successo. Tutto perché non sono la stessa ragazza polacca che è venuta la prima volta a Bergamo con tante speranze ma anche con tante paure. La Helena di adesso è più matura, più responsabile, sa come lavorare con le persone con disabilità sociale, non ha paura di loro. È più aperta, più consapevole e più forte, come mai è stata in passato. È indipendente, capace di organizzare non solo se stessa ma anche gli altri. Prende tante iniziative personali e ha tante idee per mettere in atto azioni per sé e per gli altri. Ecco, perché il suo Servizio di volontariato europeo le ha insegnato che per essere un cittadino attivo e consapevole queste qualità bisogna saperle mettere in atto prima di tutto per se stessi. Lei lo sa. Ha tantissimi piani per il futuro, per non fermarsi mai, per andare sempre più avanti nello sviluppo personale. Perché lo sviluppo personale significherà dare impulso anche alla comunità in cui vive, alla sua città, al suo Paese, al mondo. E alla fine, in quale altro modo si può cambiare questo mondo?
Sì, l’Italia mi mancherà. Anche se sono un po’ stanca di mangiare pizza o pasta tutti giorni (sì, scusatemi!) e ritornerò con piacere alle mie patate, mi sa che commincerò a cucinarle con il formaggio grana grattuggiato sopra! Nel corso di un anno infatti è possibile cambiare abitudini, acquistarne di nuove. Mi mancherà anche la gente italiana, i sorrisi, l’atteggiamento amichevole. Mi mancherà il sole d’autunno. Mi mancheranno le tante persone che ho conosciuto, quelle che sono diventate mie amiche e che mi hanno aiutato e accompagnato nel mio percorso. Mi mancheranno i ragazzi della comunità – la relazione che abbiamo costruito insieme, anche se con un po’ di fatica a volte, è abbastanza forte. Sarà strano non sapere cosa fanno il pomeriggio, chi non è stato di buon umore la mattina, chi ha litigato con chi e perché. Questa è stata la lezione che l’anno di Sve mi ha dato per la mia. Per me, per il rapporto con gli altri, perché mi ha aiutato a conoscermi. Allora, grazie a tutti per tutto, grazie Bergamo – la mia città preferita e a presto!

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