Il viaggio della famiglia Bergoglio verso Buenos Aires: una mostra a Genova sulle storie di italiani emigranti

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La mostra fotografica “Genova-Buenos Aires, sola andata – Il viaggio della famiglia Bergoglio e altre storie di emigrazione” (30 settembre – 13 novembre 2016) che si sta svolgendo presso la Lanterna di Genova, illustra quando i migranti eravamo noi, in cerca di un futuro migliore oltre i ristretti confini del Mar Mediterraneo, attraversando l’Oceano Atlantico, destinazione “la Merica”.

L’esposizione curata da Massimo Minella, si compone di una serie di pannelli ricchi d’immagini, ma anche di parole e di grafici per sintetizzare una storia che lega due Paesi, Italia e Argentina, e che continua anche oggi attraverso un dialogo che attinge nella memoria e guarda al futuro. In oltre un secolo di emigrazione sono stati quasi tre milioni i conterranei che hanno raggiunto l’Argentina, nel cuore il timore dell’ignoto e la speranza di un destino diverso.

In mezzo a questa fiumana di persone, la famiglia Bergoglio, composta da Giovanni e Rosa Vassallo e dal loro figlio Mario, futuro padre di Jorge Mario Bergoglio, Papa Francesco, che il 1° febbraio del 1929 partì dal porto di Genova sul piroscafo “Giulio Cesare”, destinazione Argentina in cerca di una nuova occasione di vita e di lavoro. Ed è proprio il viaggio dei Bergoglio il “fil rouge” di questa mostra, frutto di un intenso lavoro condiviso con i più importanti centri di documentazione italiani e argentini. La riflessione di fondo dell’esposizione è un invito a non dimenticare di quando anche gli italiani sono stati migranti in cerca di fortuna in terre lontane, desiderosi di riscatto, alla ricerca di una nuova occasione, in fuga dalla disperazione. Ognuno, dalla seconda metà dell’Ottocento fino alla prima metà del secolo successivo, aveva un motivo sufficiente per lasciare l’Italia. Molti sono tornati, moltissimi hanno sfruttato quel viaggio versola Merica” soltanto nella tratta di andata. Come appunto la famiglia Bergoglio che da Asti si trasferì in Argentina e non fece più ritorno.

I Bergoglio arrivarono a Buenos Aires dopo due settimane di navigazione e da qui raggiunsero i loro familiari a Paranà, prima tappa di un viaggio che qualche anno più tardi li portò nella capitale. Tutto ha inizio nel 1884 quando in una cascina al Bricco Marmorito della Valleversa nel comune di Asti, ai confini con Portacomaro, nasce da Francesco e da Maria Teresa Bugnano, Giovanni, nonno paterno del Pontefice argentino. La famiglia Bergoglio lavora la terra ma a Giovanni, detto Albino, sposatosi con Rosa Vassallo (l’amata nonna paterna di Jorge Mario, che avrebbe insegnato al nipotino le canzoni della tradizione del nostro Paese), nel 1908 è nato Mario, questo lavoro sta stretto. Bergoglio apre un negozio di generi alimentari mentre i fratelli cominciano a lasciare il suolo natio emigrando in Argentina dove aprono un’azienda di pavimentazione a Paranà. Nel 1927 il nonno di Papa Francesco decide di seguirli ma per imbarcarsi servono soldi, quindi occorre vendere i terreni di famiglia. Giovanni ha già scelto la nave con la quale salpare, sarà la “Principessa Mafalda”, ma i terreni non trovano un acquirente. A malincuore la famiglia Bergoglio è costretta a rimandare la traversata, ma quella mancata vendita salva la vita a tutti e tre: il 25 ottobre del ’25, a un’ottantina di miglia dalla costa brasiliana, dopo aver perso l’elica e di conseguenza l’asse che la sorregge prosegue il suo movimento all’indietro aprendo uno squarcio nella fiancata, la nave affonda. I morti ufficiali sono 314, ma la stampa sudamericana parla di 500/600 morti contando anche i clandestini. Un anno e mezzo dopo questa tragedia del mare, i Bergoglio venduti i terreni, finalmente partono per l’Argentina. Rosa Bergoglio compie la traversata indossando un cappotto che ha cuciti al suo interno i soldi della vendita dei terreni di famiglia.

Giunti nel porto di Buenos Aires, Giovanni, Rosa e Mario vengono registrati come “migrantes ultramar”: Mario, allora ventunenne, che ha appena lasciato un impiego in Banca d’Italia viene indicato come “contador”, contabile, il padre Giovanni come “comercio”, commerciante e la madre Rosa come “casera”, casalinga. Arrivati a Paranà abitano a Palacio Bergoglio, un edificio di quattro piani dotato di ascensore dove vivono i tre fratelli Bergoglio. La crisi del ’29 fa chiudere l’attività, quindi la famiglia di Giovanni si sposta a Buenos Aires dove nel 1935 Mario conosce e sposa Regina Maria Sivori, nata in Argentina da una famiglia di origini liguri e piemontesi. Gli sposi, lui lavora per le ferrovie argentine, abitano a Boca, il quartiere “genovese” di Buenos Aires.

Il 17 dicembre 1936 nasce il loro primogenito, Jorge Mario, il quale il 13 marzo del 2013 sarà eletto con il nome di Francesco 266° Papa della Chiesa Cattolica. Dunque la storia della famiglia Bergoglio diventa anche il paradigma di un Paese che cerca altrove il suo riscatto e che trova, spesso ma non sempre, risposte dall’Argentina. Quello della mostra alla Lanterna si rivela un viaggio nella storia che ancora sorprende e spinge a indagare sul nostro passato, trovando chiavi di lettura utili a leggere anche il nostro futuro.

 

Per informazioni sulla mostra:

www.lanternadiGenova.it

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