Il rosario. Per me è una barba, sempre la stessa preghiera per cinquanta volte

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Sempre a proposito di preghiera. Ottobre è il mese del rosario. Sempre la stessa preghiera, per cinquanta volte… Preferisco i salmi. Tu cosa ne pensi? Lucia 

Cara Lucia, la preghiera è il linguaggio di una relazione e, come tale, risente dei vissuti dell’orante, dei passaggi dell’ età e del cammino di fede. Forse avrai sperimentato come in alcune fasi della vita sia stato più efficace pregare con la parola di Dio, in altri con i salmi, in altri ancora con il rosario o con altre preghiere litaniche tratte dalla tradizione orientale.

CHI PREGA È COME L’INNAMORATO: SI RIPETE

Siamo nel mese dedicato al rosario e questa modalità di pregare, come colgo dal tuo scritto, può sembrarti “pesante e ripetitiva”. Essa però aiuta a meditare i misteri della vita di Gesù dentro una preghiera litanica che dispone a un clima interiore di contemplazione. Lasciarsi cullare in questa ripetizione, senza concentrarsi troppo sulle singole parole, permette di penetrare nel mistero della relazione e dell’intimità con il Signore. Azzardo un paragone: quante volte alla persona amata ci si rivolge con le stesse parole senza stancarsi, parole ripetitive che esprimono affetto o un sentimento inesprimibile? E non è vero che non si finirebbe mai di ripeterle? Questa ripetizione sintonizza con la persona amata!

I SALMI SONO UNA PICCOLA BIBBIA

I salmi invece, sono parole rivelate, umanissime, che l’orante rivolge a Dio comunicando sentimenti, interrogativi che fanno parte del vissuto della propria storia personale o del suo popolo. Il salterio è una piccola Bibbia, perché è un concentrato di temi importanti che caratterizzano l’intero messaggio biblico, compendiati nel loro momento più vitale, più sensibile, che è la preghiera. È la preghiera che Gesù ha utilizzato nella sua esistenza terrena e che la Chiesa ci invita ad assumere come liturgia che santifica il tempo da scandire nei vari momenti della giornata. La preghiera dei salmi è esigente: essa racchiude il dinamismo della storia della salvezza che è da scoprire; bisogna saper contemplare e vivere le situazioni concrete del salmista e sapersi appropriare della sua stesse espressioni come preghiera che ci conduce verso una liberazione che va oltre quella decantata letteralmente. Alla scuola dei salmi impariamo l’amore di Dio fedele per sempre, reso visibile in modo mirabile, nella Pasqua di Gesù!

PREGARE CON CUORE LIBERO

Entrambe queste forme del pregare narrano una relazione che svela il mistero del rapporto con Dio e l’esperienza personalissima e concreta dell’essere stati da Lui salvati. La preghiera deve essere vissuta con grande libertà di cuore, senza essere incasellata in rigide forme o consuetudini, ma formata alla scuola della scrittura e inserita nella tradizione della chiesa. Non dimenticare però che essa è frutto dello Spirito che abita in noi. A questa presenza e alla sua azione dobbiamo porre molto ascolto e attenzione. La preghiera non è solo azione dell’uomo, della sua buona volontà o dei suoi gusti, ma è obbedienza allo Spirito che prega in noi. Questo presuppone un profondo ascolto interiore delle sue mozioni e ci restituisce la consapevolezza che non siamo solo noi i protagonisti, ma dobbiamo lasciare un po’ di spazio a Dio che ci parla. Il cammino della preghiera è pertanto un percorso affascinante, mai ultimato o conquistato; ci invita ad avere un cuore che impara a sintonizzarsi con il cuore di Dio nella ricchezza di una relazione che assume forme diverse, ma ha il medesimo linguaggio dell’amore. Continua pure, cara Lucia, a pregare con i salmi e con quelle parole ritrova il tuo cuore di donna, quello del tuo popolo, della tua gente, perché tutto sia portato al Signore della vita e della storia e divenga benedizione. Pregando con i salmi preghi come il Figlio Gesù, sempre rivolto al Padre, per divenire anche tu, figlia nel Figlio. Come lui impara a cercare nel tuo quotidiano, solo ciò che a Lui piace. Questo è il compimento di ogni preghiera autentica, al di là delle forme che utilizziamo, il frutto buono che misura la statura della nostra fede e della nostra vita cristiana. Buon cammino!

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