«Sc(Hi)accia dca», un’applicazione «con gli esperti dentro», mette al tappeto i disturbi alimentari

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E’ arrivata «Sc(Hi)accia dca», applicazione multimediale (la prima in Italia) che rappresenta un alleato nella lotta contro i disturbi alimentari come anoressia e bulimia, che colpiscono pazienti sempre più numerosi e sempre più giovani.

Questa applicazione è operativa da oggi, martedì 15 novembre e scaricabile sul proprio smartphone con sistema operativo IOS o Android. «L’applicazione è suddivisa in tre principali sezioni: la prima è informativa, la seconda è d’azione e la terza è costituita dai contatti del CDCA e della Casa di Cura Beato Palazzolo di Bergamo: il paziente testerà la propria routine del modo in cui mangia, e poi può parlare o comunicare con l’esperto chiedendo consigli e suggerimenti, può anche avere indicazioni su come aiutare un amico che soffra del disturbo e confrontarsi con le opinioni della bacheca interna all’app» spiega il coordinatore del CDCA (Centro per i disturbi del comportamento alimentare) Simone Ranieri.

Questa iniziativa ha l’obiettivo di creare un percorso integrato rivolto ai giovani affetti dai disturbi del comportamento alimentare attraverso l’uso di strumenti innovativi digitali quali portale web e l’app dedicata per intervenire sensibilmente e favorire la prevenzione a queste patologie.

Alla presentazione è stato evidenziato il ruolo essenziale del Centro e della Casa di cura Beato Palazzolo di Bergamo che da anni sono dalla parte dei bisognosi e si impegnano a fianco dei giovani e la Fondazione Vodafone che ha indetto il bando per la digitalizzazione del Terzo settore «Digital For Social» che ha permesso la realizzazione dell’applicazione «Sc(hi)accia dca».

Cosa sono i disturbi alimentari?

Il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi alimentari definisce « i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione caratterizzati da un persistente disturbo dell’alimentazione o di comportamenti collegati all’alimentazione che determinano un alterato consumo o assorbimento di cibo e che compromettono significativamente la salute fisica o il funzionamento psicosociale».

«Le persone affette da questa patologia – spiega Rosamaria Gozio psichiatra del CDA -, sono soprattutto le ragazze e il più delle volte si manifesta l’anoressia, secondariamente la bulimia e infine l’intermezzo del disturbo alimentare non specificato (DCNAS)»

Le cause di questi disturbi sono anche sociali, dato il «martellare continuo di informazione pubblicitaria che mostra corpi magri, perfetti non focalizzati su un ideale di salute, equilibrio e personalità, perché c’è un uso errato di diete e interventi chirurgici non necessari, per raggiungere un ipotetico, falsato modello di perfezione» commenta l’assessore alla coesione sociale Maria Carolina Marchesi.

Cosa è il CDA e con quale criterio cura questi pazienti?

Angelo Amaglio, Responsabile del CDA spiega «il Centro per la diagnosi e la cura dei disturbi del comportamento alimentare è un centro, che dal 2001, si occupa di curare attraverso terapie messe a punto con la partecipazione di dietisti, psicoterapeuti, infermieri, operatori sanitari e psichiatri i pazienti affetti da disturbo del comportamento alimentare» e aggiunge «il Centro si rivolge anche alle loro famiglie, educatori, insegnanti che devono essere a conoscenza della patologia e capire come agire con essa».
All’interno di questo Centro, il paziente affronta diversi percorsi, spiega il dottor Angelo Amaglio: «Una prima fase di diagnosi della malattia, e se la patologia appartiene all’insieme dei disturbi del comportamento alimentare, si passa alla fase di proposta terapeutica attraverso l’associazione delle medicine e il ricovero del paziente che può essere: ordinario (giorno e notte), in day hospital (bisettimanali, trisettimanali) oppure ambulatoriale e infine il paziente potrà essere dimesso e accompagnato a un inserimento positivo nella società».

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