La danza macabra a Clusone: l’arte e la riflessione sulla morte negli affreschi del ‘400

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Il tema della danza macabra ha da sempre un grande fascino e un forte impatto estetico, soprattutto a livello pittorico. Famoso è il ciclo di affreschi del Quattrocento presente sulla facciata esterna dell’Oratorio dei Disciplini a Clusone che raffigura in maniera grottesca la morte. Il ciclo è composto da tre principali affreschi: «l’Incontro dei tre vivi e dei tre morti», il «Trionfo della Morte» e la «Danza macabra» dipinti da Giacomo Borlone de Buschis.

Si concentra su questo ciclo di dipinti il volume da poco pubblicato dal titolo «Senza misericordia. Il Trionfo della Morte e la Danza macabra a Clusone» (Einaudi, pp. 212, 38 euro) che sarà presentato domani sera, giovedì 1° dicembre 2016, ore 20.30 nella suggestiva pieve Santa Maria Assunta di Solto Collina in via S. Defendente, 3 a Bergamo con la partecipazione degli autori, la medievalista di fama internazionale Chiara Frugoni e il conservatore del Museo Bernareggi Simone Facchinetti. Per l’occasione, oltre agli autori del volume, saranno presenti: il moderatore Walter Spelgatti, l’arciprete di Solto Collina don Lorenzo Micheli, la soprano Rachele Nicefori e l’organista Damiano Bettoni. Questi ultimi allieteranno la serata con l’esecuzione di alcuni intermezzi musicali e a fine serata sarà offerto un rinfresco».

Il libro apre le sue pagine con una serie di fotografie di Lidia Patelli, accompagnate da un’analisi descrittiva di Simone Facchinetti dei dipinti sulla facciata esterna dell’Oratorio dei Disciplini di Clusone e le riflessioni e chiavi di lettura di Chiara Frugoni appassionata fin da bambina di arte macabra spiegando come nel Quattrocento i cristiani riflettevano sulla morte, il giudizio ultimo e l’aldilà e soffermandosi in particolare sull’affresco «Danza macabra» alla cui ispirazione è probabilmente attribuita ai missionari francescani in Asia che portarono in Europa i rituali del buddhismo tibetano caratterizzati dall’ostentazione di teschi e tibie umani. Infine, il volume si conclude con una sorridente e puntuale ricerca che documenta la fortuna degli affreschi, con le incomprensioni e i fraintendimenti dei primi «scopritori» ottocenteschi.

Chiara Frugoni è una storica medievale famosa a livello internazionale per le sue chiavi di lettura sugli affreschi di Giotto nella Basilica superiore di San Francesco ad Assisi. Nel 1965 sposò l’archeologo e storico dell’arte Salvatore Settis, da cui ebbe tre figli e nel 1991 si risposò con Donato Cioli.

Simone Facchinetti è conservatore del Museo A. Bernareggi di Bergamo in cui ha curato numerose iniziative di ricerca, pubblicazioni e mostre, prevalentemente incentrate su argomenti di storia dell’arte lombarda. Ha studiato all’Università degli Studi di Milano e conseguito un Dottorato di Ricerca in Storia e Critica dei Beni Artistici ed Ambientali. Durante la sua carriera si è occupato di storia dell’arte rinascimentale e di storia della critica d’arte, ha pubblicato l’edizione critica del Carlo Braccesco di Roberto Longhi e nel 2014 ha curato una mostra dedicata a Giovanni Battista Moroni (assieme ad Arturo Galansino) alla Royal Academy of Arts di Londra.

 

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