Le opere di misericordia secondo Caravaggio: una mostra nella parrocchia di Santa Maria delle Grazie

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«Ogni volta che un fedele vivrà una delle opere di misericordia spirituale o corporale in prima persona otterrà certamente l’indulgenza giubilare» così Papa Francesco incita i fedeli a essere misericordiosi verso il prossimo nell’anno giubilare della Misericordia che in questo mese di novembre volge ormai al termine.

Proprio in vista della conclusione dell’anno giubilare della Misericordia, la Parrocchia di Santa Maria Immacolata delle Grazie di Bergamo ha allestito da martedì 1 novembre fino all’8 novembre una mostra che riproduce il celebre quadro del pittore Michelangelo Merisi detto “Il Caravaggio” intitolato “Le sette opere di Misericordia” conservato nel museo Pio Monte della Misericordia di Napoli.

L’opera è stata dipinta tra il 1606 e il 1607, è di 390 x 260 cm e realizzata per commissione dell’Istituto della Congregazione del Pio Monte e Luigi Carafa Colonna che aiutò il pittore a fuggire da Roma. Il quadro raffigura le sette opere di misericordia corporali raccontate nel Vangelo di Matteo e richieste da Gesù ai fedeli per ottenere il perdono dei peccati e successivamente accedere al Paradiso e sono: dar da mangiare agli affamati, dar da bere agli assetati, vestire gli ignudi, dare rifugio ai pellegrini, visitare i malati, visitare i carcerati e seppellire i defunti.

Moltissimi sono i personaggi raffigurati all’interno di questo dipinto e a dominare la scena, nella parte alta c’è la Vergine con il Bambino in braccio. Sono scortati da due angeli. Partendo da sinistra è rappresentata l’opera di Misericordia «Dar da bere agli assetati» in cui Sansone sta bevendo acqua da una mascella d’asino, a seguire «Dare rifugio ai pellegrini» dove un pellegrino di ritorno dal pellegrinaggio a Santiago de Compostela (ha un cappello con attaccata una conchiglia) chiede alloggio a un uomo, poi «Vestire gli ignudi» dove il cavaliere San Martino di Tours sta donando un mantello a un pover’uomo rappresentato di spalle e infine verso destra troviamo le ultime tre opere di misericordia quali «Seppellire i morti» in cui si scorgono i piedi di un defunto e un uomo ne sta trasportando il corpo ed è accompagnato da un altro individuo con la fiaccola in mano per illuminare la scena e «Dar da mangiare agli affamati e Visitare i Carcerati» dove viene raffigurato Cimone, un carcerato morto di fame che riuscì a salvarsi e a essere poi scarcerato, grazie al nutrimento datogli dal seno della figlia Pero.

Nella Parrocchia di Santa Maria Immacolata delle Grazie di Bergamo la riproduzione del celebre quadro è scomposta in sette parti come le sette opere di Misericordia attraverso un percorso espositivo con per ogni pannello una analisi descrittiva dell’agire umano nel segno della Misericordia e saranno poi visibili alla cappella di Santo Jesus e a conclusione della mostra prevista per martedì 8 novembre, alle 10.45 la storica dell’Arte Sofia Fratelli terrà la conferenza «Dalla Parola all’immagine. La Misericordia nell’arte».

La mostra è visitabile negli orari di apertura della chiesa: da lunedì a sabato dalle 7 alle 12 e dalle 16 alle 19 e domenica e festivi dalle 7 alle 12.30 e poi dalle 16 alle 19.30. Per informazioni telefonare al numero 035.237630.

 

 

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