Riccardo Muti a Bergamo: il grande concerto al Teatro Donizetti. Le dirette su maxischermo

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«Noi italiani abbiamo dimenticato che la musica non è solo intrattenimento, ma è una necessità dello spirito. Questo è grave perché significa spezzare radici importanti della nostra storia» dice il Maestro e direttore d’orchestra Riccardo Muti, conosciuto in tutto il mondo.

È preziosa l’occasione offerta ai bergamaschi di poterlo ascoltare dal vivo, martedì 29 novembre al Teatro Donizetti, in occasione del cinquantesimo anniversario del suo debutto, avvenuto proprio a Bergamo. Sarà presente anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, suo grande amico, e i biglietti per il concerto sono andati a ruba. Ma per chi non fosse riuscito ad accaparrarsene uno, Comune di Bergamo e Fondazione Donizetti – con l’autorizzazione gentile del maestro Muti – hanno organizzato altre visioni su maxischermo: una presso il Centro congressi Giovanni XXIII, un’altra all’aeroporto di Orio al Serio (terminal Partenze), alla casa di riposo Carisma di via Gleno, e al Seminario vescovile.

Riccardo Muti nasce a Napoli il giorno 28 luglio 1941. Il padre, di origini molfettesi, lo aiuta nella sua strada musicale iscrivendolo ai corsi di pianoforte del maestro Vincenzo Vitale e poi consegue il diploma con lode nel Conservatorio di San Pietro a Majella. Successivamente Muti si trasferisce a Milano dove prosegue i suoi studi al Conservatorio «Giuseppe Verdi» sotto la guida di Bruno Bettinelli e Antonino Votto e poi ottiene il diploma in Composizione e Direzioni d’orchestra. Il suo esordio musicale risale quasi cinquant’anni fa, nel 1967 quando la giuria del prestigioso Concorso «Cantelli» di Milano gli assegna il primo posto e un anno dopo è nominato direttore principale del Maggio Musicale Fiorentino; conserva questo incarico fino al 1980. Durante la sua carriera partecipa al festival di Salisburgo (1971), dirige la Philharmonia Orchestra di Londra per ben dieci anni (1972-1982), la Philadelphia Orchestra tra il 1980 e il 1992, la Chicago Symphony dal 2010, la Berliner Philharmoniker, Bayerischen Rundfunk, New York Philharmonic, Orchestre National de France e  Wiener Philharmoniker mentre dal 1986 al 2005 è stato direttore musicale del Teatro alla Scala di Milano. Infine, nel 2010 pubblica la propria autobiografia dal titolo “Prima la musica, poi le parole” (Rizzoli).

Questo concerto (fuori abbonamento) è stato realizzato con il contributo della Fondazione Meru-Medolago Ruggeri per la ricerca biomedica, e oltre a segnare in modo assai significativo il Dies natalis di Donizetti, sarà l’unica data in Italia del Maestro nel secondo semestre 2016.

 

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