Osio Sotto: all’oratorio un nuovo spazio compiti per i ragazzi della scuola primaria

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Compiti sì o compiti no? Anche se ultimamente sembra che in tanti si schierino dalla parte di coloro che vorrebbero abolire i compiti, c’è anche chi sostiene il contrario. «C’è bisogno di compiti. Sono parte fondamentale della nostra esperienza scolastica e non possiamo farne a meno», a parlare è Mariangela Cuter, operatrice della cooperativa Città del sole e coordinatrice di un progetto organizzato dalla cooperativa in collaborazione con il Comune di Osio Sotto. Si tratta di uno «spazio compiti» per bambini di 4ª e 5ª elementare che si svolgerà dal 12 novembre fino ad aprile 2017, ogni sabato per due ore, dalle 9 alle 11, in oratorio, dove già da qualche anno esiste lo “spazio compiti” per i ragazzi delle scuole medie. Si tratta di un progetto pilota al primo anno: “pensato per  sostenere le famiglie e aiutarle – spiega Mariangela – Mi piacerebbe che i ragazzi capissero che fare i compiti è bello per la propria crescita personale, perché attraverso i compiti si imparano cose nuove”. Cambiare il punto di vista: considerare i compiti non come una costrizione, ma un’opportunità: “I compiti non affrontano argomenti nuovi, ma già studiati con le maestre, quindi sono un’occasione per un lavoro personale – continua – Il lavoro che il bambino svolge a scuola è di un certo tipo e per fare proprio un argomento bisogna svolgere i compiti, perché permettono proprio di assimilare delle nozioni. Inoltre permettono di sperimentare l’autonomia”. Mettersi alla prova dunque, anche attraverso i compiti, per apprendere e crescere. «Perché “basta compiti”? Non sono d’accordo. Bisogna fare i compiti, ce n’è bisogno. Bisogna impegnarsi, anche far fatica, ma così si possono raggiungere dei risultati. Poter dire: ‘l’ho fatto io’ è una sensazione bella, che ti riempie di soddisfazione e gioia».
Allo spazio compiti c’è spazio non solo per i bambini, ma anche agli adulti, ovviamente con un ruolo diverso: c’è infatti bisogno di volontari che vogliano dare un mano. «Mi piacerebbe che i genitori si fermassero e aiutassero altri bambini oltre ai figli. Darsi una mano: questo crea comunità». Ci sono sogni nel cassetto: «Più avanti in questo spazio si potrebbero forse svolgere laboratori dove i grandi insegnano ai più piccoli ciò che sanno fare meglio, anche un mestiere». Ad oggi non si sa ancora quanti bambini parteciperanno perché si stanno raccogliendo adesso le iscrizioni, intanto però Mariangela ha già ricevuto l’adesione da parte di 14 persone che aiuteranno a fare i compiti. Mamme e papà ed anche nonne, una ragazza che studia all’università e un’altra che è insegnante precaria.

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