Il regista Pif a Molte fedi sotto lo stesso cielo presenta «In guerra per amore»

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«Per me da bambino la mafia era lontana pur essendo dietro casa. Chissà quante volte ero vicino a un mafioso, senza saperlo. Giocavo a calcio di fronte alla casa dove Vito Ciancimino riceveva Provenzano: magari è arrivata qualche pallonata sulla sua macchina. Il rischio è abituarsi. Se il negozio vicino a scuola prende fuoco perché non pagano il pizzo, la prima volta fa impressione, la decima ti abitui. E invece bisogna scandalizzarsi: abituarsi significa rassegnarsi» così Pif, all’anagrafe Pierfrancesco Diliberto; autore, attore e regista siciliano commenta la mafia.

Sarà proprio lui il protagonista con la proiezione del suo film diretto e recitato da Pif stesso dal titolo «In guerra per amore» che chiuderà in grande stile la rassegna «Parole di Misericordia»di Molte fedi sotto lo stesso cielo e organizzata dalle Acli provinciali di Bergamo; dopo aver incontrato nei tre mesi scorsi le personalità di spicco della cultura, dell’arte, della stampa e della fede.

Le proiezioni della pellicola saranno tre con la presenza dell’autore nell’Auditorium piazza Libertà: la prima lunedì 28 novembre alle 20.45, la seconda martedì 29 alle 9 riservata agli studenti delle scuole mentre alle 11 sarà aperta a tutti.

«In guerra per amore» è una commedia romantica che ha come sfondo lo sbarco degli americani in Sicilia durante la Seconda Guerra Mondiale e l’origine dell’ascesa della mafia. Nel film s’intreccia una storia d’amore travagliato tra due giovani Arturo e Flora perché il padre di lei, ristoratore a New York, l’ha promessa sposa a un mafioso siciliano. Ma, Arturo ama molto Flora, al punto che per ottenere la benedizione del padre che vive in un paesino siciliano, cercherà di intrufolarsi nell’esercito americano che sta sbarcando in Sicilia.

Pif, all’anagrafe Pierfrancesco Diliberto, nasce il 4 giugno 1972 a Palermo ed è figlio del regista Maurizio Diliberto e discendente dello scultore danese Bertel Thorvaldsen. Appassionatosi fin da bambino al cinema, si diploma al liceo scientifico e invece di proseguire gli studi all’università, vola a Londra per frequentare dei corsi di Media Practice. Successivamente, nel 1998 partecipa a un concorso Mediaset, lo vince e da quel momento prende il via la sua carriera d’autore televisivo. Pif inizia a lavorare come assistente di Franco Zeffirelli nel film «Un tè con Mussolini» e poi di Marco Tullio Giordana nella pellicola «I cento passi» che ha vinto ben quattro David di Donatello. A seguire, nel 2001 Pierfrancesco è autore del programma di Italia 1 «Candid & Video Show» entrando poi nella redazione delle «Iene» prima come autore e poi come inviato con l’acquisizione da parte di Marco Berry del soprannome «Pif». Inoltre, nel 2007 pubblica il libro «Piffettopoli. Le fatiche di un quasi vip» e collabora con MTV Italia per la trasmissione «Il testimone» come protagonista che segue attraverso una mini telecamera delle persone comuni o celebrità italiane e nel mondo e poi nel 2012 presenta un racconto intitolato «Sarà stata una fuga di gas» nel libro «Dove eravamo. Vent’anni dopo Capaci e Via D’Amelio» in occasione del 20esimo anniversario della morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e poi ha recitato nella commedia di Fausto Brizzi «Pazze di me» e in un cameo della soap-opera «Un posto al sole». Infine da tre anni a questa parte, Pif ha realizzato il suo sogno d’infanzia: dirigere e recitare in un film tutto suo con «La mafia uccide solo d’estate» nel 2013 e «In guerra per amore» che in questi giorni è nelle sale cinematografiche.

 

L’ingresso all’incontro con Pif e alla proiezione del suo film è di 5 € con prenotazione obbligatoria sul sito www.moltefedi.it.

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