Il Buon Anno dal monastero

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Avete fatto i vostri auguri di buon Natale. Sarei curioso di sapere quali potrebbero essere i vostri auguri per la festa molto più laica di capodanno. Grazie. Gigi

Il cristiano, caro Gigi, celebra il capodanno nella fede in Gesù, Signore del tempo e della storia, compimento di tutte le cose. Per la rivelazione cristiana lo scorrere dei giorni non è lasciato ad “un caso” più o meno fortunato, ma è custodito dalle mani del Padre, guidato dalla sua Provvidenza e orientato verso “il suo compimento”, quando il tempo storico entrerà in quello eterno.

Passato, presente, futuro

Per il credente, celebrare il capodanno, quindi, è integrare il passato, il presente e il futuro con gli occhi della fede: volgendo lo sguardo, grato e riconciliato, al nostro passato ci disponiamo ad accogliere il futuro con speranza, così da poter vivere il presente con passione e dedizione. Non esiste passato che non possa essere guardato con stupore e gratitudine, nonostante abbia portato sofferenze e dolore.

Ascolta quando scrive un anonimo brasiliano:

Questa notte ho fatto un sogno, ho sognato che camminavo sulla sabbia accompagnato dal Signore e sullo schermo della notte erano proiettati tutti i giorni della mia vita. Mi sono guardato alle spalle ed ho visto che, per ogni giorno della mia vita, come proiettate in un film, apparivano orme sulla sabbia: una mia e una del Signore. Così sono andato avanti, finché tutti i miei giorni si esaurirono. Allora mi fermai guardando indietro, notando che in certi posti c’era solo un’orma… Questi posti coincidevano con i giorni più difficili della mia vita, i giorni di maggior angustia, di maggior paura e di maggior dolore… Ho domandato allora: “Signore, Tu avevi detto che saresti stato con me tutti i giorni della mia vita ed io ho accettato di vivere con te. Ma perché mi hai lasciato solo proprio nei momenti peggiori della mia esistenza?” Ed il Signore: “Figlio mio, io ti amo e ti dissi che sarei stato con te tutta la vita e che non ti avrei lasciato solo neppure un attimo, e non ti ho lasciato… I giorni in cui hai visto solo un’orma sulla sabbia sono stati i giorni in cui ti ho portato in braccio.

Anche il futuro, per quanto incerto e precario, può essere affrontato con la speranza di chi sa di essere prezioso agli occhi di Dio; il passato e il futuro divengono, allora, disponibilità ad abitare il presente, ad accoglierlo come via di santità.

Signore, – prega Kierkegaard – aiutaci a vivere l’oggi, a non indugiare nel passato. Ciò che è stato è stato, e tutto il mio rammarico non lo farà risorgere. Il momento immediatamente presente è quasi sempre tollerabile. Soltanto il rimpianto del passato e l’apprensione del futuro lo rendono insopportabile. Adattarsi alle circostanze è assai più facile che piegarle alla nostra volontà. Aiutaci a capire che accettare il dono di ogni giorno è lasciarsi guidare docilmente da Te.

Accogliere la benedizione

La liturgia della celebrazione eucaristica del 1 gennaio, solennità di Maria, madre di Dio e giorno dedicato alla preghiera per la pace, proclama la benedizione di Dio a Israele:

Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace” (Num 6,24-26).

Non vi è modo migliore di entrare nel nuovo anno che quello di accogliere questa benedizione del Signore: tutto ciò che il 2017 ci riserverà sarà inserito in questa solenne benedizione; sostenuti da questa promessa potremo, così, affrontare le sfide di ogni nostro giorno e vivere ogni cosa con dedizione, liberi dalla ossessiva preoccupazione di noi stessi.

Mio Signore e Dio, – pregava san Claudio De La Colombière – io sono così convinto che Tu hai cura di tutti quelli che sperano in Te e che niente può mancare a coloro che aspettano tutto da te, che ho deciso, per l’avvenire, di vivere senza alcuna preoccupazione e di riversare su di Te ogni mia inquietudine. Gli uomini possono spogliarmi di tutti i beni e del mio stesso onore, le malattie possono privarmi delle forze e dei mezzi per servirti, col peccato posso perdere perfino la tua grazia, ma non perderò mai e poi mai la mia fiducia in Te.

La certezza che ad ogni sorgere del sole potremo fare affidamento al Padre che sta nei cieli e che si preoccupa di noi più di quanto possiamo immaginarci, ci aiuterà a vivere il nostro presente con sano realismo, con ottimismo e, a volte, con un pizzico di umorismo, tanto necessario alla nostra quotidianità.

Buon anno!

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